Caro Benzina: 6 giugno sciopero alla pompa

VERONA – È di ieri, mercoledì 30 maggio, la decisione del governo di aumentare le accise sui carburanti per raccogliere i fondi necessari al soccorso dell’Emilia colpita dal sisma. L’aumento di 2 centesimi su benzina e gasolio, secondo fonti qualificate (Ansa.it) dovrebbe scattare immediatamente, anzi, per l’esattezza, dovrebbe essere già entrata in vigore a partire dalla mezzanotte di ieri.

La notizia ha destato non poche preoccupazioni e polemiche tra i cittadini, che negli ultimi mesi hanno già dovuto affrontare costanti aumenti del prezzo del carburante. I dati del resto parlano chiaro: il prezzo medio della benzina è aumentato dal 2009 a oggi del 54,7%, mentre quello del gasolio ha subito un incremento del 63,7%. Da notare che, per la benzina, l’accisa è passata dal 56,4% al 70,4%, e per il gasolio dal 42,3% al 59,3% (<italic>fonte: Nomisma Energia, 15 maggio 2012</italic>). La questione dei continui aumenti fiscali apre da tempo accesi dibattiti tra gli italiani, dato che, dovendo versare l’IVA anche sulle accise, si ritrovano a pagare la stessa tassa due volte: una volta per il carburante e una per l’accisa.

Per lanciare un forte segnale di protesta, nei giorni scorsi, ancora prima del sisma e della decisione di un ulteriore aumento sulle accise, l’Automobile Club Italia ha organizzato uno sciopero alla pompa per il 6 giugno. Il 29 maggio, anche l’ACI Verona ha confermato la propria adesione. «Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno» ha spiegato il presidente dell’Automobile Club di Verona, Adriano Baso «per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali». Secondo l’ACI, «una famiglia spenderà per l’auto nel 2012 1.680 euro in carburante, ai quali vanno aggiunti 715€ per l’assicurazione, 270€ per la manutenzione, 220€ per parcheggi e garage, 190€ per pedaggi, 120€ per le multe e un insieme di altri costi per un totale complessivo di oltre 3.500 euro a fronte dei 3.278€ del 2011».

Costi che appaiono dunque insostenibili per gli italiani, che hanno iniziato a ridurre le spese relative all’auto. «I dati 2012 indicano uno spaventoso calo delle immatricolazioni, ma quello che più ci preoccupa è l’aumento della disaffezione all’uso dell’automobile» ha dichiarato Baso, che ha poi aggiunto: «Anche gli aumenti assicurativi, di manutenzione e gestione sono lievitati. Le officine sono vuote, abbiamo perso migliaia di posti di lavoro. Come Automobile Club dobbiamo focalizzare il problema per dare un futuro al mondo dell’auto, e anche per questo siamo convinti dello sciopero alla pompa previsto il 6 giugno, al quale invitiamo tutti a partecipare».

Lo sciopero alla pompa non è certo una novità, almeno nel panorama internazionale. Tra i precedenti, da ricordare è senz’altro quello che nel 2007, negli USA, generò una riduzione del costo della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in 24 ore. Il risultato è difficilmente replicabile oggi, ma dimostra l’efficacia di una risposta corale degli automobilisti contro l’eccessivo carico fiscale sui carburanti.

Certo, l’introduzione dei due centesimi di accisa per aiutare le zone messe in ginocchio dal terremoto, apre ora nuovi interrogativi. In particolare, bisognerà capire la posizione dell’ACI al riguardo. Vi terremo aggiornati.

Jessica Ballarin