Carenza di OSS negli ospedali di Verona, scontro tra sindacati e Azienda

Redazione

| 24/12/2025
UIL FPL denuncia 230 operatori mancanti e infermieri costretti a sostituirli. La Direzione replica: «Numeri non reali, organici adeguati»

La gestione del personale OSS all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona finisce al centro di un duro confronto tra sindacati e Direzione aziendale. Da un lato la UIL FPL Verona denuncia una carenza strutturale di Operatori Socio Sanitari che starebbe compromettendo l’organizzazione del lavoro e la qualità dell’assistenza; dall’altro l’Azienda respinge le accuse parlando di numeri «ufficiali» che non confermerebbero alcuna emergenza.

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La denuncia della UIL FPL: «Mancano almeno 230 OSS»

Secondo il sindacato, la situazione avrebbe raggiunto livelli critici. In un comunicato diffuso il 23 dicembre, la UIL FPL Verona parla di una carenza stimata di almeno 230 OSS, con conseguenze dirette sull’attività quotidiana dei reparti. In particolare, numerosi infermieri sarebbero costretti a svolgere mansioni non previste dal proprio profilo professionale, come il trasporto dei pazienti, l’accompagnamento ai servizi diagnostici e l’approvvigionamento dei materiali, sottraendo tempo all’assistenza diretta.

Un questionario anonimo somministrato agli infermieri iscritti al sindacato evidenzierebbe che, in una sola settimana di novembre, oltre 150 operatori hanno dovuto sostituire colleghi OSS per uno o più turni. Il 68% degli intervistati dichiara demotivazione, il 63% segnala un peggioramento della qualità assistenziale e oltre la metà individua nella disorganizzazione del lavoro la principale causa di disagio. Particolarmente critiche, secondo la UIL, le situazioni in Geriatria A e all’Ospedale Donna Bambino, con turni prolungati e richiami continui in servizio.

«Questa situazione non è più tollerabile – affermano i rappresentanti sindacali –. Servono assunzioni urgenti e un cambio di passo immediato, nell’interesse dei lavoratori e dei pazienti».

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La replica dell’Azienda: «Organici in linea con la programmazione»

L’Azienda ospedaliera in una nota ufficiale diffusa lo stesso giorno contesta i dati forniti dalla UIL. Secondo la Direzione, al momento sono 747 gli OSS in servizio, con un incremento di tre unità rispetto alla fine del 2024. Il turn over 2025, viene precisato, sarebbe stato interamente ripristinato con 67 assunzioni a fronte di 63 cessazioni.

L’Azienda sottolinea inoltre che le stime sindacali deriverebbero da un questionario basato su una sola settimana di rilevazione e che, su oltre 7.700 turni analizzati, solo il 2% avrebbe visto un intervento degli infermieri in sostituzione degli OSS. Per quanto riguarda il reparto di Geriatria A, la Direzione parla di soli quattro turni con prolungamento di orario negli ultimi tre mesi, respingendo l’ipotesi di una criticità strutturale.

«Non risulta – si legge nella nota – che gli infermieri vengano normalmente distolti dalle proprie mansioni mettendo a rischio la sicurezza dei pazienti».

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