Carcere per chi viola quarantena in Veneto? «Notizia priva di fondamento»

Dopo la conferenza stampa del governatore Zaia di oggi, numerosi quotidiani hanno riportato il fatto che la Regione Veneto aveva introdotto il carcere come sanzione per chi avesse violato la quarantena domiciliare. Stasera è arrivata la smentita da parte delle Regione stessa: «Non abbiamo alcuna competenza nel disporre misure di questo tipo».

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Arriva la smentita ufficiale da parte della Regione Veneto sulla notizia, rimbalzata su diversi quotidiani, secondo la quale la Regione Veneto avrebbe introdotto il carcere come pena per chi viola l’isolamento fiduciario pur essendo positivo al coronavirus.

«Alla luce di notizie che si sono susseguite oggi su taluni organi di stampa secondo le quali la Regione del Veneto avrebbe introdotto sanzioni penali e arresti, dunque il carcere, per le persone positive al Coronavirus che violino gli obblighi dell’isolamento fiduciario, la Regione del Veneto puntualizza che nell’ordinanza emanata oggi ciò non è assolutamente vero. E, pertanto, le notizie in tal senso diffuse sono destituite di ogni fondamento» si legge nella nota stampa regionale.

«La Regione non ha infatti alcuna competenza nel disporre misure di questo tipo. Sono, infatti, leggi nazionali a prevedere un regime penale per chi, positivo al Coronavirus, viola gli obblighi previsti dalle autorità sanitarie. Qualcuno ha evidentemente male interpretato l’odierna ordinanza, attribuendo alla Regione competenze in materia penale, che l’attuale ordinamento non prevede. A tal fine si sottolinea che la Regione ha ritenuto di dover richiamare il fatto che la violazione dei suddetti obblighi di isolamento è punita con sanzione penale nel caso sub a) ai sensi dell’art. 2, comma 3, d.l. 33/20 e che le altre violazioni sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 1000 euro, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19» prosegue la nota, che conclude: «Inoltre, l’effettiva trasmissione del contagio ad opera di soggetti che non si sottopongono ad isolamento obbligatorio, secondo le disposizioni statali e regionali, può integrare una fattispecie di reato ai sensi, tra l’altro, dell’art. 452 c.p., come risulta anche dall’art. 4 del d.l. 19/20».