Carcere di Montorio, Forza Italia: «Impegnati per garantire più umanità»
Nell’ambito dell’iniziativa nazionale di Forza Italia “Estate in carcere”, stamattina l’europarlamentare e coordinatore veneto del partito Flavio Tosi, la deputata Paola Boscaini e la capogruppo a Verona della lista civica Fare! Patrizia Bisinella si sono recati in visita al carcere di Montorio, a Verona.
«Un Paese civile – hanno detto Tosi, Boscaini e Bisinella all’uscita dell’istituto carcerario scaligero – deve garantire certezza della pena, ma anche condizioni umane di detenzione e pene alternative mirate al recupero sociale. Non è sempre così in Italia, per questo Forza Italia si batte per una riforma della giustizia e del sistema carcerario a tutela di chi ha sbagliato ma sta compiendo un percorso, e anche della polizia penitenziaria, che ogni giorno svolge un lavoro encomiabile con grande professionalità e disponibilità».
Con il recente Decreto Carceri, hanno spiegato i parlamentari Tosi e Boscaini, «aumenterà lo stipendio dei dipendenti, migliorerà la situazione dei medici che operano nelle carceri e saranno semplificate le procedure per costruire nuove carceri o fare interventi strutturali straordinari. Ma ciò che ci rende particolarmente orgogliosi è aver previsto per gli ultra-settantenni, per i malati terminali, per i condannati gravemente ammalati misure cautelari alternative. E questo è stato voluto soprattutto da Forza Italia».
Gli esponenti azzurri poi hanno sottolineato che «a Verona, come in tante altre carceri italiane, la situazione è pesante. Quasi 600 detenuti a fronte di una capienza di circa 340; 60% di stranieri e 40% di italiani; 50% di detenuti che non sono ancora stati definitivamente condannati; età media che si sta abbassando vertiginosamente e percentuale significativa di tossicodipendenti o persone con problemi psichici. A questo quadro si aggiunge un ambiente che necessita di manutenzione straordinaria: ci sono tanti spazi comuni ancora con il cemento così come ci sono anche celle con il solo cemento. Anche le situazioni igienico-sanitarie sono decisamente migliorabili», spiegano. In merito, di recente Flavio Tosi e Patrizia Bisinella si sono inoltre attivati per rifornire il carcere di piastrelle per le zone docce.
Inoltre, racconta Boscaini, «il caldo è insopportabile e non si possono mettere neanche i ventilatori nelle celle perché non ci sono gli attacchi per la luce. Con questa temperatura, vivere in una cella piccola con tre persone, darebbe alla testa qualsiasi persona. La cosa che più mi ha fatto riflettere è che solo una decina di detenuti possono usufruire dell’art. 21 per uscire a lavorare e un altro paio di decine che possono lavorare all’interno, mentre a Padova oltre la metà dei detenuti riescono a lavorare in quanto sono state costituite cooperative assieme a Confindustria e altre realtà territoriali. Verona deve seguire lo stesso esempio».
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