Carcere: convocato il tavolo di lavoro per risolvere le criticità
Convocato per il 26 marzo il primo incontro del tavolo di lavoro promosso dal Comune di Verona per trovare soluzioni condivise alle problematiche che negli ultimi mesi hanno interessato la casa Circondariale di Montorio.
Insieme agli assessori alle Politiche sociali Luisa Ceni, alla Sicurezza Stefania Zivelonghi e al Terzo settore Italo Sandrini, ci saranno il Garante nazionale dei detenuti Felice Maurizio D’Ettore, la direttrice della Casa Circondariale di Montorio Francesca Gioieni, il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale don Carlo Vinco, il direttore dell’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna di Verona Enrico Santi, i magistrati dell’Ufficio di Sorveglianza di Verona e il Presidente Camera Penale Veronese Paolo Mastropasqua. Invitata anche la nuova direttrice dell’Ulss 9 Patrizia Benini, mentre si è in attesa di conoscere il delegato che parteciperà a nome del Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo.
Al centro dell’incontro il Comune pone la volontà di trovare soluzioni che garantiscano la dignità delle persone. Perché, al di là di qualsiasi visione, i detenuti sono persone per le quali deve rimanere sempre alta l’attenzione affinché non si perdano occasioni di recupero dal punto di vista umano e sociale. Ciò in virtù anche della considerazione che per la maggior parte di coloro che entrano in carcere, la detenzione è un’esperienza transitoria, terminata la quale tornano ad essere cittadini a tutti gli effetti. Un reinserimento nel territorio che non può prescindere dal territorio stesso, considerato anche che molti dei detenuti nel carcere di Verona sono residenti del comune.
«Si concretizza l’impegno dell’Amministrazione per affrontare in modo condiviso le criticità del carcere di Verona – spiega l’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni-. Come Comune siamo a disposizione delle istituzioni coinvolte per ciò che ci compete. Il carcere è una realtà che si trova all’interno del territorio e con esso deve integrarsi, tenendo conto delle diverse realtà che vi gravitano. Da qui la necessità di un’integrazione tra carcere e territorio che deve rivelarsi efficace e duratura».
«Farsi carico di tutto quanto è possibile per il recupero di chi ha commesso reati e contenere così il rischio di recidiva è di fondamentale importanza per la convivenza civile e la sicurezza della comunità – afferma l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi -. In questa direzione converge l’impegno dell’amministrazione con tutti gli assessorati coinvolti».
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