Caos sul ddl Pillon

ddl pillon Simone Pillon

«Non arriverà mai in aula, ora ci sarà nuovo testo» dice Spadafora (M5S). «Il ddl Pillon non si tocca» rilancia Romeo (Lega). E Rotta (Pd): «Stop al gioco delle parti fra Lega e M5S».

«Il provvedimento Pillon è chiuso. Quel testo non arriverà mai in aula, è archiviato. Adesso bisogna scrivere un nuovo testo, che probabilmente prenderà anche qualcosa di buono, ma molto poco, per andare incontro ai temi del diritto di famiglia, ma non come aveva pensato Pillon. Sono state fatte le audizioni in Commissione Giustizia, adesso c’è un nuovo tavolo Lega-M5S al quale sono invitate anche le opposizioni». Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora (M5S) stamattina a Omnibus su La7.

«Il M5s può pensare come vuole ma non si può certo archiviare quello che c’è scritto nel contratto di governo: sull’affido condiviso è molto chiaro, a partire dalla permanenza dei figli con tempi paritari tra i genitori. Il ddl Pillon, che è firmato anche dal M5s, rispecchia il contratto». Così Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega, commenta all’Ansa le frasi del sottosegretario Spadafora. «Il testo si può migliorare: probabilmente un testo base unico farà sintesi con le altre proposte ma non si può archiviare il contratto». (Ansa)

«Ancora un gioco delle parti sulla vita delle donne e dei bambini. Così gli esponenti della maggioranza credono di poter far galleggiare il governo dicendo tutto e il suo contrario, ma questa volta il loro gioco al massacro non funzionerà. Il disegno di legge Pillon va ritirato». Così Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico commenta le parole del capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo.

«In questi giorni il governo ha avuto prova che le donne e i cittadini democratici non restano inermi e silenti davanti ai tentativi di riportare il Paese indietro nel tempo – dice Rotta -. Chi sarà a vincere questo ennesimo scontro nella maggioranza? Il punto di caduta per i loro accordi non può trovarsi con un arretramento culturale e sociale che avrà come vittime le donne. Nessuna mediazione è possibile a partire da un disegno di legge inemendabile».

«Il Movimento 5 Stelle la smetta di fare proclami e – conclude Rotta – dia prova di responsabilità, se ne è in grado, altrimenti si faccia da parte e dichiari la sua sconfitta».