Caos al Brennero, disagi anche a Verona

Caos sulla direttrice del Brennero, a causa delle decisioni delle autorità tedesche e austriache. Intanto Aquardens effettua tamponi rapidi ai camionisti su richiesta delle Forze dell’Ordine e le associazioni di categoria insorgono per i disagi del mancato coordinamento a livello europeo.

Blocco Verona Nord controlli a22 brennero
Controlli della Polizia Stradale a Verona Nord

Disagi sull’Autostrada del Brennero

Continuano i disagi sull’Autostrada del Brennero in seguito alle decisioni delle autorità tedesche e austriache. Il Tirolo è stato classificato dalle autorità tedesche come “zona ad altissimo rischio Covid“. Ogni camionista che entra in Germania attraverso il Tirolo deve disporre di un test Covid (test rapido antigenico con tampone) negativo ed eseguito nelle 48 ore antecedenti l’ingresso in Germania. Inoltre, ogni autista deve registrarsi online sul sito dedicato prima di entrare in Germania.

L’A22 ha annunciato un filtro a Verona nord, attivo già da ieri, e tamponi rapidi a Sadobre (Vipiteno). Per le informazioni su traffico e viabilità è disponibile il numero verde dell’AutoBrennero: 800 279940. Le code e i disagi persistono anche oggi sulla rete viaria, con code a Verona Nord e all’allacciamento con l’A4, oltre che fra Vipiteno e Brennero.

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Tampone per gli autisti diretti in Germania

Gli autisti che vogliono raggiungere la Germania tramite il Tirolo devono munirsi di un test Covid negativo redatto in lingua inglese o tedesca. L’autostrada del Brennero A22 è chiusa al traffico pesante da Verona in direzione Nord per i mezzi sprovvisti di tale dichiarazione in lingua inglese o tedesca (per il traffico con destinazione in Germania o un paese raggiungibile tramite la Germania).

Sarà consentito il transito dei mezzi con destinazione finale in Tirolo (o in Svizzera). Le forze di polizia faranno proseguire i mezzi dotati dei requisiti richiesti in direzione Brennero esclusivamente nei numeri che consentono la massima sicurezza stradale al valico di confine. È pertanto possibile che, anche veicoli in possesso dei requisiti richiesti, siano deviati verso Tarvisio. 

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L’impegno di Aquardens

Aquardens in prima linea per effettuare tamponi rapidi ai camionisti diretti alla frontiera del Brennero. Le Forze dell’Ordine hanno chiesto alla struttura veronese di mettere a disposizione già da ieri pomeriggio il punto tamponi rapidi in modalità drive-in, aperto dallo scorso novembre nel parcheggio della struttura. 230 i tamponi rapidi effettuati in poche ore.

Giornata frenetica ieri al sito termale, che in tempi di pandemia è diventato anche un punto per i tamponi. «Il personale, nonostante la struttura chiuda alle 13.30, si è dato subito da fare. Abbiamo anche proposto di attivare domani ad Affi un camper drive-in con personale sanitario per proseguire di fare i tamponi rapidi ma al momento non abbiamo conferme» così commentava ieri Flavio Zuliani, amministratore delegato di Aquardens.

Le reazioni ai disagi al Brennero

Paolo Paternoster
L’onorevole della Lega Paolo Paternoster.

Già ieri sono arrivate le reazioni di Confartigianato Trasporti Verona, che parla di «mancato coordinamento e comunicazione», mentre l’onorevole Paolo Paternoster accusa: «Ancora una volta Austria e Germania paralizzano il commercio in Unione Europea con norme fai-da-te a danno di trasportatori e aziende italiane».

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Interviene anche Alberto Bozza, consigliere regionale di Forza Italia. «La questione è innanzitutto europea e quindi auspico che il nuovo Governo possa muoversi sul piano diplomatico. Non è ammissibile che all’interno di Paesi dell’Ue si disattendano unilateralmente i trattati sulla libera circolazione delle merci e si mandi in tilt la viabilità autostradale».

Alberto Bozza
Il consigliere regionale Alberto Bozza

Bozza poi plaude «gli autotrasportatori che attraverso la Fai di Verona si stanno auto-organizzando con test rapidi nel piazzale di Verona Mercato, coinvolgendo in autonomia il Consorzio Zai e il Quadrante a cui hanno chiesto aiuto, arrivato con la sola messa a disposizione dello spazio di un’area attrezzata».

Ma l’impegno della Fai potrebbe non bastare «se non si agisce a livello interregionale, nazionale ed europeo – dice Bozza – con la pandemia in evoluzione, vedi lo sviluppo di nuove varianti, non è da escludere che simili problematiche ai confini potrebbero ripresentarsi presto in altri modi. Occorre creare punti tampone anche in tutti i poli logistici regionali interessati alla rotta del Brennero per non intasare il Quadrante Europa e risolvere il problema».

Bozza chiede, al riguardo, che «la Regione Veneto si faccia parte attiva di concerto con le altre Regioni interessate e le Province di Trento e Bolzano per coinvolgere il Governo e spingerlo ad agire in un quadro europeo. Sono personalmente vicino alla Fai e agli autotrasportatori, ai quali andrebbe data maggiore attenzione e ascolto, oltre che sostegno, in un momento così delicato».

Le associazioni di categoria

Oggi tornano sull’argomento anche Confartigianato e l’associazione europea dei trasportatori: «Una nuova ondata di misure restrittive unilaterali si sta diffondendo nell’UE e sta incidendo negativamente sull’attività svolta dagli autotrasportatori, la cui unica colpa è consegnare merci a beneficio della società, e le catene di approvvigionamento vengono seriamente colpite» ha affermato Julio Villaescusa, presidente dell’UETR, l’associazione europea dei trasportatori, di cui Confartigianato è tra i fondatori.

I conducenti sono bloccati sulla strada o faticano a identificare un centro di prova adatto. C’è anche incertezza su dove lasciare il veicolo.

«I valichi alpini che immettono nel Tirolo austriaco (Brennero, Passo Resia e San Candido Versciaco/Prato alla Drava) sono corridoi strategici per l’economia europea e questi nuovi controlli alle frontiere, dallo sgradevole sapore pre-Unione Europea ‘anni Ottanta’, stanno rallentando il trasporto merci e l’economia» aggiunge Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona.

Paolo Brandellero - Presidente Confartigianato Trasporti Verona
Paolo Brandellero, Presidente Confartigianato Trasporti Verona

«Va chiarito il meccanismo che, purtroppo, fa sorgere il sospetto essere studiato per mettere in atto una sorta di scaricabarile. La Baviera chiude ai flussi provenienti o che transitano dal Tirolo, considerato regione ad alto rischio Covid, quindi quest’ultimo, per evitare che le ripercussioni sul traffico, sugli incolonnamenti di veicoli e, perché no, anche sull’inquinamento, giustificazione sempre presente nelle motivazioni addotte dal land austriaco, coinvolgano il proprio territorio, scarica tutto sull’Italia, spostando i controlli al Brennero».

«Uno scaricabarile delle regioni mentre gli stati centrali stanno a guardare, un esempio di autonomia economicamente devastante. Inoltre, vorremmo sapere cosa accade nell’eventualità in cui, ai punti tampone al confine, un autista risulti positivo: viene preso in carico dalla sanità locale? Abbandona il mezzo? E dove lo mette? Comprendiamo le preoccupazioni di tutti sul fronte sanitario, ma questo modo di operare, che si concretizza nel ‘mors tua vita mea’ da parte di regioni o di porzioni di Paesi membri della stessa Unione Europea, deve finire! Non dimentichiamo, infatti, al di là dell’emergenza sanitaria contingente, le restrizioni alla circolazione dei mezzi pesanti che da anni il Land del Tirolo introduce a danno dell’economia italiana» dicono i rappresentanti degli autotrasportatori.

«Vediamo tali misure nazionali in completo disprezzo dei principi ragionevoli delle Green Lanes e delle raccomandazioni adottate dal Consiglio dell’UE» è la conclusione dell’associazione europea degli autotrasportatori UETR.

Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartiganato Imprese Verona
Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartiganato Imprese Verona

Infine Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona: «Confartigianato è già intervenuta presso i Ministeri italiani competenti, e ora anche l’Associazione europea degli autotrasportatori ha invitato la Commissione ed il Parlamento europei ad intraprendere un’azione decisa e garantire che le ‘linee verdi’ siano pienamente rispettate, non richiedendo test per i lavoratori dei trasporti».

«Qui non si tratta di tutelare solo il lavoro delle oltre 1.400 imprese di autotrasporto del nostro territorio, ma di difendere l’intera economia italiana. Il Brennero, secondo gli ultimi dati disponibili al 2019, è il primo valico alpino per trasporto di merci su strada, con 38,8 milioni di tonnellate, un quarto (25,3%) delle merci che passano per i 15 valichi alpini, per un valore di più di 90 miliardi di euro, che rappresentano un quinto (20%) del made in Italy manifatturiero e pari al 5,1% del PIL».

Conclude Iraci Sareri: «La direttrice del Brennero viene utilizzata per il trasporto dei prodotti del made in Italy verso l’Austria e altri sei paesi europei quali Germania, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svezia. Un valico strategico e vitale quindi, non un semplice problema di viabilità».

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