Cantieri in ritardo, il PD replica «Meglio due mesi di ritardo, che vent’anni di attesa»

Il Partito Democratico replica alle critiche mosse da alcuni esponenti politici in merito al ritardo nei cantieri di via Città di Nimes. «Dietro a questa scelta vi sono ragioni tecniche, illustrate e certificate dagli ingegneri che dirigono il progetto»

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La visita di alcuni esponenti del Partito Democratico al cantiere di via Città di Nimes
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Il Partito Democratico replica alle critiche mosse da alcuni esponenti politici in merito al ritardo nei cantieri di via Città di Nimes, annunciato lo scorso venerdì. «Come ogni amministratore sa o dovrebbe sapere, quando si lavora con cantieri di vaste dimensioni e di grande complessità, intoppi e ritardi non possono mai essere esclusi. Quelli che oggi fanno rimandare a giugno la conclusione dell’intervento per la riunificazione dei sottopassi di città di Nimes, sono motivati da ragioni tecniche, illustrate e certificate dagli ingegneri che dirigono il progetto».

«Come Pd restiamo convinti di avere intrapreso la strada giusta, prendendoci la responsabilità di avviare l’opera “regina” e più impegnativa del progetto filobus dopo anni di annunci a vuoto e di false partenze. Se un amministratore si dovesse dimettere per un imprevisto, chi oggi dà lezioni avrebbe dovuto dimettersi tanto tempo fa dopo aver inaugurato opere mai realizzate».

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«Ribadiamo quindi il nostro sostegno e la piena fiducia nella giunta e nell’azienda. Respingiamo gli attacchi pretestuosi e strumentali della destra che ora si straccia le vesti per la Fiera, dimenticando che il parcheggio scambiatore della Genovesa, che consente di limitare la pressione sul quartiere fieristico, è stato riempito soltanto da questa amministrazione, grazie alla stretta collaborazione con Atv e la Fiera stessa, mentre prima giaceva inutilizzato».

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«Spiace non avere mantenuto il timing previsto per la riapertura della viabilità provvisoria in corrispondenza degli appuntamenti di aprile, ma le condizioni strutturali non ottimali dei sottopassi realizzati in occasione dei mondiali Italia 90 non lo hanno permesso. La carenza di alternative viabilistiche e di mobilità racconta molto degli ultimi 20 anni trascorsi senza altre opere pubbliche di rilievo. Confidiamo che la buona riuscita dell’opera prevarrà sul piccolo ritardo accumulato».

«Meglio uno, massimo due mesi, che vent’anni di attesa. Il potenziamento del piano della viabilità consentirà di sostenere il superamento di quest’ultimo ostacolo. L’apertura in sicurezza a giugno, a poco più di un anno dall’avvio del cantiere (fine aprile 2023) parlerà da sé della giusta scelta compiuta dall’amministrazione».