Cantiere filobus, Tosi rilancia l’idea di coprire il Camuzzoni

La proposta, già avanzata durante la campagna elettorale, servirebbe a mitigare i disagi legati al cantiere di via Città di Nimes. Secondo i tecnici coinvolti da Tosi costerebbe 10 milioni.

Flavio Tosi
Flavio Tosi

L’idea era già stata lanciata durante la campagna elettorale della scorsa estate: coprire il tratto del canale Camuzzoni che va dall’uscita della tangenziale nord all’altezza di Porta Nuova per mitigare i disagi dovuti al cantiere di via Città di Nimes, programmato nell’ambito dei lavori per la filovia. Questa la proposta dell’onorevole Flavio Tosi, ribadita oggi insieme ai consiglieri comunali tosiani e alcuni tecnici, fra cui l’architetto Gian Arnaldo Caleffi, già assessore del Tosi sindaco.

Quello dei cantieri del filobus è infatti uno dei temi più scottanti per l’amministrazione. Dall’annuncio dello sblocco dei fondi e del via libera alle varianti da parte del Cipess, il focus di Amt3 e assessorato alla Mobilità è stato subito sulla campagna di comunicazione diretta ai cittadini, per informarli degli inevitabili disagi previsti di qui al 2026, orizzonte temporale fissato per la messa in strada del filobus. Per l’unificazione dei sottopassi da Porta Nuova a Porta Palio si prevede l’inizio dei lavori dopo il Vinitaly 2023 (2-5 aprile), per terminare prima dell’edizione 2024.

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Per chiarire la proposta, si è tenuta questa mattina un a conferenza stampa in Comune con la presenza, oltre a Flavio Tosi, deputato di Forza Italia e vicepresidente della commissione Trasporti alla Camera, degli architetti Gian Arnaldo Caleffi (assessore della seconda giunta Tosi) e Filippo Bonini e dell’ingegner Franco Miller, delle consigliere comunali Patrizia Bisinella (capogruppo di Fare) e Anna Bertaia (Lista Tosi).

Secondo Tosi «senza accompagnare quel cantiere a idee innovative per la viabilità si rischia di bloccare la città, dato che quella è una delle direttrici centrali del traffico». L’ex sindaco ha aggiunto: «Si passerà dalle attuali otto corsie percorribili a due. Vanno quantomeno limitati i danni, per questo abbiamo una proposta, già illustrata al Presidente di Amt Mazza e che con i nostri gruppi avanzeremo al Sindaco Tommasi in Consiglio comunale».

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Caleffi ha illustrato la proposta: «Un’idea semplice e fattibile anche per costi e modalità tecniche d’intervento. Si tratta di coprire il tratto del canale Camuzzoni che va dall’uscita della tangenziale nord all’altezza di Porta Nuova, passando per la stazione. Si sposterebbe lì parte della viabilità per la durata del mega-cantiere. Dopodiché il canale coperto potrebbe diventare una ciclabile e ci sarebbe spazio anche per il parcheggio dei Flixbus».

Inoltre, hanno spiegato Caleffi e Miller, «piazzale 25 aprile diventerebbe più ampio e largo e sarebbe finalmente collegato a piazza Renato Simoni, dunque avremmo finalmente una stazione moderna ed europea unita alla città».

Miller ha ricordato che «all’estero i vecchi canali non solo li coprono, ma addirittura li intubano. Il cantiere del Filobus è ovviamente un disagio, ma può essere anche un’occasione epocale per riqualificare tutto il lay out della stazione di Porta Nuova e zone limitrofe, se non si sfrutta questa opportunità se ne riparlerà solo fra 30-40 anni».

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Caleffi è entrato nel merito di costi e tempi: «Coprire quel tratto di Camuzzoni costa 10 milioni di euro e il lavoro porta via dai due ai sette mesi. Certo, serve rimandare il cantiere di via Città di Nimes, in modo da permettere prima l’esecuzione della copertura del canale».

Ciononostante, ha ricordato Tosi, «è l’amministrazione comunale che decide il timing dei vari cantieri del Filobus, che è un’opera complessiva di tre anni, dunque si possono posticipare tranquillamente i lavori in via Città di Nimes e cominciare i cantieri altrove. Nel frattempo si deve lavorare politicamente – e lo farò in prima persona a Roma – per ottenere una variante dal Cipess, in modo da coprire con fondi statali il 60% di quei 10 milioni che servono per coprire il tratto di canale. Sottolineo che una variante del genere non incide sul progetto complessivo del Filobus da poco sbloccato e sul resto dei cantieri». Non dovesse arrivare il finanziamento statale, «10 milioni sono una cifra che il Comune può stanziare tranquillamente per evitare l’apocalisse viabilistica in via Città di Nimes».

Bisinella ha aggiunto che «stazione e centro cittadino vanno maggiormente collegati, creando anche uno spazio alberato e verde che accompagni i turisti in centro storico. Per coprire il Camuzzoni va posticipato l’avvio del cantiere del Filobus, ma si può fare, è solo questione di volontà politica».

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