Cannabis “light”, Tosi: «Tema complesso, ma vietarla non è la soluzione»
Flavio Tosi, europarlamentare veronese di Forza Italia, si dice perplesso sull’emendamento al ddl Sicurezza (a settembre all’esame della Camera) che mette una stretta al settore della canapa industriale, vietando la coltivazione e la vendita della “cannabis light”, cioè a basso contenuto di Thc.
Tosi condivide le preoccupazioni di Coldiretti e Cia, che parlano di rischio sopravvivenza di un intero comparto con migliaia di imprese che hanno fatto investimenti significativi. Spiega Tosi: «Io sono un liberale, attenzione liberale, non libertario, significa che ai divieti assoluti preferisco sempre le posizioni di buon senso e pragmatiche che tengono conto di una visione complessiva e dei pro e contro di qualsiasi misura».
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Tosi premette: «Il tema è complesso, la comunità scientifica esprime posizioni ancora contrastanti, perciò giusto discuterne, sono però convinto che vietare tout court non sia la soluzione». Intanto, dice Tosi, «va detto chiaramente che non stiamo parlando di venditori di droga, o spacciatori, quelli sono per strada e vanno contrastati duramente. Da Sindaco sono sempre stato in prima linea nelle azioni contro lo spaccio. In questo caso però siamo di fronte a imprenditori che hanno investito dei soldi e creato un indotto che genera anche decine di migliaia di posti di lavoro. In Veneto molti under 40 o under 30 si sono creati attività regolari, riconosciute, che hanno ricevuto regolari prestiti dagli istituti di credito e che pagano le tasse. Insomma, si è creato un sistema economico-finanziario che contribuisce al Pil».
Inoltre, sottolinea Tosi, «con i divieti non risolveresti nulla, perché viviamo in un mondo globale e digitale: significa che se chiudi i negozi uno compra online, meglio a quel punto che ad assisterlo siano professionisti del settore nei negozi». Insomma, chiosa l’europarlamentare azzurro, «preferisco il pragmatismo all’ideologia. Con posizioni aprioristiche si rischia di fare peggio nella più classica eterogenesi dei fini».
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Tosi perciò auspica che «il Parlamento e la maggioranza di governo, a partire dall’ottimo Ministro Piantedosi, possano trovare una soluzione meno tranchant e che il testo uscito dalla commissione Affari Costituzionali e Giustizia sia emendato in aula. Discutiamo magari sul livello di Thc, ridefiniamo alcune regole del settore, ma usciamo dalla logica ideologica dei divieti assoluti».
Interviene anche Paola Boscaini, deputata di Forza Italia, che dice: «Credo che prima di chiudere 21 mila attività bisogna pensarci».
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