Caldiero, il sindaco Lovato scrive a Zaia

Il sindaco di Caldiero, Marcello Lovato, aveva già scritto al Conte in occasione del DPCM 3/12/2020. Ora ha scritto anche al presidente Zaia per chiedere di modificare la norma che vieta lo spostamento tra Comuni dopo le 14,00 fino al 6 gennaio, considerando la partecipazione alla Messa nella propria comunità come un bisogno essenziale.

Marcello Lovato sindaco di Caldiero
Marcello Lovato, sindaco di Caldiero

Il sindaco di Caldiero, Marcello Lovato, aveva già preso carta e penna per scrivere a Conte in occasione del DPCM 3/12/2020 per far presente al Presidente del Consiglio ed al Prefetto la situazione particolare di alcune parrocchie di Caldiero, che vedono i fedeli divisi dalla strada regionale, con la Chiesa nell’altro lato della strada ricadente in altro Comune. Lettera che aveva provocato, assieme ad altre iniziative, una riflessione sulle norme che proibiscono l’uscita dal Comune nei giorni di Natale e nella festività della Madre di Dio, rendendo impossibile la partecipazione alle celebrazioni natalizie. 

Ora il Sindaco Lovato ha scritto anche al presidente Zaia per chiedere di modificare la recente ordinanza n. 169 del Presidente della Giunta Regionale che vieta lo spostamento tra Comuni dopo le 14,00 fino al 6 gennaio. Il Comune di Caldiero ha infatti una suddivisione amministrativa che non coincide con quella ecclesiastica, situazione che riguarda anche altri Comuni del Veneto, in cui i confini delle parrocchie non ricalcano quelli comunali.

«Applicando il punto A) “misure relative allo spostamento individuale” della recente Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 169 quasi un terzo dei miei concittadini che anagraficamente risiedono a Caldiero ma religiosamente fanno parte delle Comunità parrocchiali di S. Maria Immacolata di Strà – con chiesa parrocchiale nel Comune di Colognola ai Colli – e di S. Francesco d’Assisi di Vago – con chiesa parrocchiale in Comune di Lavagno non possono, non solo partecipare alle celebrazioni natalizie, ma neppure alle messe vespertine e festive di domani e posdomani e neppure a quelle dell’Epifania» scrive Lovato. 

«Nelle more di un chiarimento normativo ritengo che la particolare situazione di queste due comunità parrocchiali divise dalla strada regionale SR11 dovrebbe permettere ai fedeli di potersi spostare “per necessità” e quindi di poter celebrare non solo il Natale e la Festa di Maria Madre di Dio nella propria comunità di appartenenza, come chiesto al Presidente del Consiglio, ma anche alla S. Messa di domani e di quelle delle altre festività, oltrepassando il confine comunale» prosegue.

Lovato chiede pertanto che vengano riviste le limitazioni e di considerare la partecipazione alla Messa nella propria comunità come un bisogno essenziale. Tra l’altro questo eviterebbe che le altre due parrocchie di Caldiero e Caldierino siano oggetto di assembramenti da parte dei duemilacinquento fedeli delle parrocchie di Strà e Vago di Caldiero.

«La cosa assurda è che si permetta esplicitamente – nell’ordinanza regionale – lo spostamento fuori dal proprio Comune per andare dalla parrucchiera o in lavanderia e non si preveda la possibilità di andare a Messa».

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