Ca’ del Bue, nasce un tavolo di lavoro per lo “stop al revamping”

Nasce il tavolo di lavoro su Ca’ del Bue per «lo stop al revamping». Ne fanno parte Europa Verde, Partito Democratico e vari gruppi civici.

L'impianto di Ca' Del Bue.
L'impianto di Ca' Del Bue.
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Nasce un tavolo di lavoro sulla questione di Ca’ del Bue. «Un tavolo aperto ad accogliere i cittadini del territorio di Verona Est, nella volontà di frenare e fare chiarezza sui procedimenti che riguardano il revamping dell’inceneritore» spiegano i Verdi di Verona.

Europa Verde Verona, PD, Comitato Cà Bianca di Zevio, la Civica San Martino Domani, Il Veneto che Vogliamo, diversi cittadini attivi, si sono coordinati nella scrittura di una mozione, da sottoporre al Consiglio Regionale per mezzo dei rappresentanti politici.

La richiesta è la sospensione dei progetti di edificazione, di ristrutturazione e revamping, di discariche e inceneritori sul nostro territorio, nell’ottica della revisione del Piano Regionale dei Rifiuti.

«Il Piano Regionale dei Rifiuti della Regione Veneto prevede la chiusura del ciclo nel 2020 con gli impianti esistenti, senza la parte di incenerimento di Cà del Bue, con il 76% di raccolta differenziata. Emendamento approvato dal Consiglio Regionale e quindi parte integrante del Piano Rifiuti. In Regione gli ultimi dati certificano una raccolta differenziata del 75% mentre il Comune di Verona è bidone nero con una percentuale inferiore al 50%. Quindi di fatto il problema è il Comune di Verona che contribuisce per un terzo del bacino provinciale» è il quadro tracciato dai Verdi.

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«È chiaro e risaputo che la via maestra per una gestione efficace ed ecologica del rifiuto passa da un innalzamento del tasso del riciclo, e che proprio questo aspetto è il tallone d’Achille di Verona. Con un riciclo all’80%, già raggiunto in alcuni territori virtuosi, il rifiuto stoccato in discarica si riduce a una frazione decisamente gestibile, inerte e per questo molto meno inquinante delle ceneri prodotte dagli impianti come Ca’ del Bue» continuano.

«Il Tavolo di Lavoro pone una questione di prospettiva. Impone cioè che una logica operativa nettamente opposta a quella fin qui perseguita dalla Regione. Questo attraverso un’analisi minuziosa delle dinamiche di un territorio, l’Est Veronese, posto in condizione di fragilità dal sommarsi di iniziative quali gli impianti di Ca’ Bianca, Ca’ Vecchia, Ca’ del Bue e il nuovo progetto CREVEN in via Polveriera a San Martino Buon Albergo che prevede l’inserimento all’interno del nuovo capannone di sezioni impiantistiche necessarie per l’essicazione e incenerimento dei fanghi con un camino a servizio della linea di termovalorizzazione, posizionato lungo il lato nord-est del capannone, che avrà un’altezza pari a 15 m» concludono da Europa Verde.

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