Ca’ del Bue, Bertucco: «Mancano informazioni e dialogo da Agsm»

Michele Bertucco, consigliere comunale Verona e Sinistra in Comune, lancia una provocazione in merito all'incidente avvenuto ieri a Ca' del Bue. «Dopo cinque anni Agsm non ha ancora chiarito quale sarà il destino dei vecchi forni. Vi è assenza di informazioni e mancanza di dialogo».

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Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

Michele Bertucco, consigliere comunale Verona e Sinistra in Comune, lancia una provocazione in merito all’incidente avvenuto ieri a Ca’ del Bue.

«Ho depositato un’interrogazione urgente in Comune di Verona per chiarire quanto successo ieri sera presso l’impianto del Ca’ del Bue dove si è sviluppato a partire dalle ore 22 un vasto incendio. Sarebbe andato a fuoco un grosso cumulo di rifiuto (70 metri cubi), della frazione secca che ha provocato oltre all’incendio un intenso fumo che ha reso difficoltose le operazioni di spegnimento. Ai vigili del fuoco sono servite più di due ore di lavoro per spegnere l’incendio. Un precedente incendio presso l’impianto di Ca’ del Bue era avvenuto il 28 novembre 2015 (sempre di sabato) e aveva interessato un cumulo di circa duemila tonnellate di rifiuto trattato».

«L’inceneritore di Ca’ del Bue è fermo dal 2006 e il progetto per la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento era stato bocciato dalla Regione Veneto nel 2015, al termine di una lunga battaglia che vide protagonista la minoranza del Comune di Verona assieme al sottoscritto e ai Comuni limitrofi al capoluogo. Nel 2016 la Regione aveva tuttavia approvato un progetto di “revamping” che Agsm, in linea con la nuova sensibilità dell’epoca imposta dalla vittoriosa battaglia contro l’incenerimento dei rifiuti, aveva declinato in senso sostenibile mostrando (o facendo credere) di voler puntare tutto sulla produzione di biometano. Come in tutte le altre proposte di riqualificazione di Ca’ del Bue presentate da Agsm negli ultimi anni manca all’appello la parte più interessante, ovvero il destino delle vecchie linee di forni per l’incenerimento che, come è noto, sono in totale disuso».

«Dopo cinque anni, però, Agsm non ha ancora chiarito quale sarà il destino dei vecchi forni: faranno ancora parte dell’impianto, come il progetto di “revamping” induce a pensare, oppure l’azienda ha altri progetti? La totale assenza di informazione in merito, e la totale mancanza di dialogo e di confronto sia con il Consiglio comunale di Verona sia con con i Comuni limitrofi che riceverebbero l’impatto del revamping dei forni, induce a pensare che l’azienda stia semplicemente attendendo il momento migliore per mettere tutti davanti al fatto compiuto… È pertanto necessario che Agsm risolva al più presto questa ambiguità».

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