Buono Libri 2025-2026: dalla Regione Veneto quasi 6 milioni
Redazione
La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera all’avviso che individua i beneficiari del contributo “Buono libri e contenuti didattici alternativi” per l’anno scolastico 2025-2026. Su proposta dell’assessora all’Istruzione, Lavoro e Formazione Valeria Mantovan, vengono stanziati 5.903.684,51 euro a favore degli studenti veneti con minori possibilità economiche.
«Ogni anno, con puntualità, la Regione interviene per agevolare le famiglie nelle spese scolastiche – sottolinea Mantovan –. Grazie alla ripartizione di un mirato stanziamento del Ministero dell’Istruzione, destinatari, infatti, sono sia gli studenti e le studentesse residenti nella nostra regione che frequentano le scuole medie e superiori, statali e paritarie, o in istruzione parentale, sia quelli iscritti agli istituti di formazione professionale accreditati dalla Regione».
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Potranno richiedere il contributo gli alunni appartenenti a nuclei familiari con ISEE 2025 pari o inferiore a 10.632,94 € (fascia 1, contributo di 200 €) o compreso tra 10.632,95 e 15.748,78 € (fascia 2, contributo di 150 €). La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online, da uno dei genitori o dal tutore, accedendo all’area riservata del portale https://libritesto.regione.veneto.it dal 17 settembre alle ore 14.00 del 17 ottobre 2025.
«Il beneficio economico – spiega ancora l’assessora Mantovan – è concesso per contribuire all’acquisto o al comodato di: testi scolastici e/o contenuti didattici alternativi, sia in formato cartaceo che in versione digitale, indicati dalle istituzioni scolastiche; ausili indispensabili alla didattica come ad esempio audiolibri per non vedenti. Sono escluse le spese per l’acquisto di dizionari, strumenti musicali, materiale scolastico e dotazioni tecnologiche, notebook, tablet, software, programmi e sistemi operativi ad uso scolastico. Il finanziamento, lo consideriamo un investimento nella crescita della nostra società, un gesto non solamente simbolico per contribuire a sostenere tutti i giovani nel raggiungimento degli obbiettivi del nostro sistema di istruzione».
Ai fini dei controlli da parte dei Comuni di residenza, i richiedenti dovranno conservare i giustificativi di spesa per cinque anni dalla data di erogazione del beneficio.
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