Bullismo: coordinamento e tavolo di studio in Veneto

Insulti, umiliazioni, violenze: il bullismo e la sua versione cibernetica sono un problema sempre più urgente. La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore al Sociale, ha istituito un tavolo istituzionale per studiare il problema e per coordinare le diverse istituzioni coinvolte dalla scuola passando per enti locali e Ulss.

Studiare il bullismo, le sue forme e coordinare le istituzioni coinvolte quali: scuola, enti locali, Ulss, ordine pubblico e associazioni. Questo è l’obiettivo del tavolo istituzionale ideato dalla Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore al Sociale, per capire come arginare il fenomeno del bullismo, una realtà ormai sempre più concreta nell’esperienza di vita di bambini, ragazzi e adolescenti.

“I casi di cronaca si intensificano – dichiara l’assessore al Sociale Manuela Lanzarin – e il più delle volte colgono impreparati educatori, famiglie, istituzioni. La Regione Veneto si è data una norma ad hoc, con il collegato alla legge di stabilità 2018, per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. La nomina del tavolo istituzionale rappresenta il primo passo per individuare strategie e interventi, come prevede appunto la legge veneta, che aiutino a prevenire, ad educare al rispetto dell’altro e assicurino a tutti i bambini e ragazzi il diritto di crescere e di essere se stessi, senza il rischio di subire condizionamenti e vessazioni da parte compagni violenti”.

Il tavolo regionale, che sarà coordinato dall’assessore al sociale o da un suo delegato, vedrà la partecipazione del garante regionale peri diritti alla persona e dei rappresentanti di Corecom, Ufficio scolastico regionale, Direzioni regionali al sociale, alla scuola e alla prevenzione, Ulss, Prefetture, Questure Anci, Tribunali per i minorenni, Carabinieri, Polizia postale, terzo settore, cooperative sociali e volontariato, nonché del Centro per i diritti umani dell’Università di Padova.