Brexit, molte preoccupazioni ad un soffio dal “no deal”
“Ho l’impressione che gli inglesi non comprendano l’Unione Europea perchè sono stati ingannati da un’idea popolare promossa dal governo”. A pochi giorni dalla fatidica data fissata per il 12 aprile che vedrà l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, abbiamo incontrato Anne e Dennis, due cittadini inglesi che vivono a Verona.
L’ipotesi di una Brexit senza accordo si fa sempre più reale. Domani Theresa May ci proverà per la terza volta ad ottenere la maggioranza in Parlamento sull’accordo di divorzio dall’UE, fissato per il 12 aprile. E intanto si continua a manifestare, in particolare per i diritti dei cittadini britannici che vivono nel Bel Paese, per i quali l’Italia ha previsto un decreto legge che di fatto istituisce una disciplina transitoria da applicare nel caso la Gran Bretagna uscisse dall’Unione Europea. Questo decreto si applicherebbe solo nel caso in cui ci fosse il “no deal”.
Nel documento si parla di Sanità, lavoro, cittadinanza, in modo da andare incontro a chi in Gran Bretagna, in qualche modo, ci vive.
“Gli accordi al Parlamento Europeo di Bruxelles si raggiungono parlandone, mettendosi ad un tavolo e discutendone” ci spiega Dennis Drennan, di British in Italy. Dennis ha lavorato per 27 anni al Consiglio dei ministri e da tre anni si è trasferito a a Negrar.
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