Boss dello spaccio finisce in manette: fitta rete in centro storico

Era monitorato da tempo dagli uomini della squadra mobile scaligera perché ritenuto responsabile di una rete di spaccio di grossi quantitativi di hashish e marijuana: l’uomo, 37 anni di origini brasiliane, è ora in manette. È stato sorpreso ieri mattina, venerdì 28 giugno, dagli agenti della squadra mobile in via Fontana del Ferro mentre scaricava…

Era monitorato da tempo dagli uomini della squadra mobile scaligera perché ritenuto responsabile di una rete di spaccio di grossi quantitativi di hashish e marijuana: l’uomo, 37 anni di origini brasiliane, è ora in manette.

È stato sorpreso ieri mattina, venerdì 28 giugno, dagli agenti della squadra mobile in via Fontana del Ferro mentre scaricava uno scatolone da un’auto per poi dirigersi, a piedi, verso un garage. Prima che riuscisse ad entrare, i poliziotti lo hanno bloccato: all’interno del pacco – riempito di poliureatano espanso per eliminare la fuoriuscita di odore della droga – erano nascosti 40 panetti di hashish marchiati con diversi loghi, di un peso complessivo di 3570 grammi.

Quando poi gli agenti sono entrati nel garage dove l’uomo si stava dirigendo, si sono trovati davanti ad un vero e proprio studio di registrazione: al suo interno, all’esito di un’accurata perquisizione, hanno rinvenuto e sequestrato un grosso involucro di marijuana di circa 1100 grammi, un altro panetto di hashish di 161 grammi trovato nascosto nel microonde, un barattolo contenente alcuni grammi di marijuana e hashish pronti per essere ceduti al dettaglio, oltre a vario tipo di materiale utile al confezionamento della droga con modalità professionali. L’ulteriore conferma della funzionalità della base di spaccio è poi arrivata durante la perquisizione, quando si è presentato un giovane, certo di trovare il suo pusher di fiducia. Quest’ultimo, identificato dai poliziotti, è stato segnalato alla locale Prefettura come assuntore di sostanza stupefacente.

La perquisizione è proseguita poi nella sua casa di Bardolino dove gli uomini della squadra mobile hanno rinvenuto e sequestrato anche circa 11mila euro in contanti, somma ritenuta provento del suo traffico illecito, e una macchina conta soldi professionale: ulteriore dimostrazione dell’esistenza di una rete di spaccio collaudata e costruita per soddisfare la richiesta di molti giovani che frequentano il centro di Verona.

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