Bosco Chiesanuova accoglie i primi profughi ucraini

Accolti i primi profughi ucraini a Bosco Chiesanuova, in totale sono 18 per il momento. La prima famiglia, arrivata il 7 marzo, è composta dal nonno materno, dalla madre e 5 figli.

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A Bosco Chiesanuova accolti 18 profughi ucraini

Il Comune di Bosco Chiesanuova ha accolto le prime due famiglie ucraine fuggite dalla guerra e giunte in Lessinia dopo diversi giorni di tribolato viaggio. E si prepara ad ospitare un terzo nucleo familiare composto da 4 persone, il cui arrivo è previsto nell’arco delle prossime ore. I 18 cittadini ucraini hanno trovato rifugio in uno spazio comunale e due residenze private.

La prima famiglia, giunta a Bosco lo scorso 7 marzo, è composta dal nonno materno, dalla madre e da 5 figli, la maggiore di 20 anni e la minore nata solamente il 2 febbraio scorso, che si sono ricongiunti al padre che già si trovava in Italia per motivi lavorativi. Insieme hanno trovato ospitalità in un’abitazione privata in Contrada Comperli.

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Nel rispetto del protocollo di accoglienza previsto dalle autorità competenti, sono stati accompagnati dai Servizi di assistenza sociale e dalla Protezione Civile del Comune di Bosco Chiesanuova a eseguire il test rapido per il Covid-19 al centro tamponi dell’Ulss 9 all’Istituto Camilliani di via Bresciani a Verona: tutti, compresa la neonata, sono risultati negativi.

Successivamente, i componenti del nucleo familiare sono stati registrati all’Ufficio Immigrazione della Questura di Verona, prassi che consentirà loro di accedere al permesso di soggiorno per i profughi della guerra in Ucraina non appena il Ministero degli Interni avrà emesso disposizioni precise in materia.

Tra le iniziative per l’assistenza sanitaria messe in atto, alla famiglia è stato segnalato lo “spazio donna straniera” presente al Consultorio Familiare di via Poloni che propone visite ginecologiche gratuite per le donne in fuga dal conflitto, come questa neo madre.

La medesima prassi toccherà alle altre due famiglie, ospitate l’una nell’appartamento di proprietà comunale vicino a contrada Brolla, l’altra a Corbiolo in un appartamento messo a disposizione da privati.

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Il sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti.
Il sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti

Il sindaco di Bosco Chiesanuova, Claudio Melotti, nei giorni scorsi aveva rivolto la propria solidarietà al popolo ucraino ed in particolare ai 12 residenti ucraini nel proprio comune, ed esteso all’intera comunità un appello all’accoglienza, sondando la disponibilità di persone pronte ad accogliere i profughi in residenze private.

Le risposte non hanno tardato ad arrivare: «Il Comune ha messo a disposizione un appartamento di proprietà all’inizio del paese dove ospiteremo una famiglia di 4 persone ma vorrei ringraziare la generosità dei nostri concittadini che ospiteranno gli altri due nuclei familiari di 6 e 8 persone».

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«Inoltre, la Protezione Civile è organizzata fin dai primi giorni dell’emergenza per trasferire i beni di prima necessità e i medicinali raccolti presso il municipio, al centro di deposito e distribuzione del Quadrante Europa a Verona. Mentre la Piccola Fraternità Lessinia — prosegue il Sindaco — si è detta disponibile ad accogliere e dare supporto a profughi con bambini fragili: abbiamo già incontrato i funzionari della Prefettura di Verona ma ci sono ancora diversi nodi da sciogliere per rendere possibile la presa in carico di questi bambini, nel rispetto delle norme sanitarie e tutelando tutti i soggetti interessati».

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«Al contempo, stiamo lavorando per garantire, in tempi brevi, l’inserimento scolastico di bambini e ragazzi. Rinnovo il benvenuto alle prime famiglie ucraine: Bosco sarà casa vostra finché la guerra non abbandonerà la vostra terra».

La presenza, in ogni nucleo familiare di almeno una persona che parla correttamente l’italiano, è un aspetto non trascurabile nel favorisce l’inserimento e il rapporto con la comunità residente.

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