Borse di studio Univr, la denuncia di UDU: «Mille idonei restano senza fondi»
Redazione
Venerdì 12 dicembre, sono state pubblicate le graduatorie definitive delle borse di studio dell’Università di Verona UDU Verona denuncia che «anche quest’anno, il numero degli idonei non beneficiari risulta particolarmente elevato».
«Circa mille studenti non riceveranno la borsa di studio, pur avendone diritto, a causa della mancanza di fondi regionali necessari a garantire un pari accesso allo studio. È inaccettabile che, ancora una volta, la Regione non stanzi risorse sufficienti: ricordiamo inoltre che oltre 300 studenti stanno ancora aspettando la borsa relativa all’anno accademico 2023/2024, a cui hanno pieno diritto», dichiara Greta Leonardi, coordinatrice di UDU Verona.
«Gli idonei non beneficiari rappresentano ormai il simbolo più evidente di uno Stato che non finanzia adeguatamente il diritto allo studio. Anche l’a.a. 2024/2025, coperto solo in parte grazie a fondi straordinari del PNRR, ha mostrato quanto la situazione sia fragile e priva di garanzie», continua Leonardi.
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«L’assenza della borsa di studio o il suo arrivo tardivo ha conseguenze gravissime: molti studenti sono costretti ad anticipare spese impossibili, ad accettare lavori part-time o full-time per sostenersi, a sacrificare frequenza, studio e salute. Sempre più spesso ciò porta a rallentamenti, rinunce, abbandoni o vere e proprie interruzioni del percorso universitario. È una condizione che nega nei fatti il diritto allo studio sancito dalla Costituzione, colpendo soprattutto chi non può contare sul supporto economico della famiglia», dichiara Francesco Miceli Sopo, rappresentante per UDU in Consiglio d’Amministrazione dell’ESU (Ente per il diritto allo studio).
«Chiediamo che la nostra Università prenda una posizione chiara e condanni insieme a noi queste gravi mancanze della Regione. L’Università deve garantire ai propri studenti un reale diritto allo studio, perché studiare non può diventare un privilegio. Troppo spesso chi ha il sostegno economico della famiglia riesce a proseguire, mentre chi non può permetterselo vede il proprio diritto negato. Così aumentano abbandoni e rinunce, e l’uguaglianza resta solo sulla carta», conclude Miceli Sopo.
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