Borgo Trieste: la Chiesa, il Forte Asburgico e il Bastione delle Maddalene

Nel tema del giorno di oggi abbiamo parlato del quartiere di Borgo Trieste. Lo abbiamo fatto con Francesco Castioni, storico dell'arte.

Nel tema del giorno di oggi abbiamo parlato del quartiere di Borgo Trieste. Lo abbiamo fatto con Francesco Castioni, storico dell’arte.

Partendo inizialmente dalla Chiesa, Castioni spiega:«Quest’ultima è dedicata a Santa Maria addolorata, ha una composizione molto semplice. All’interno troviamo il tabernacolo composto dal marmo rosso di Verona e in parte decorato con metalli:ottone e oro. Le vetrate poi trasmettono una luce molto particolare all’interno della chiesa stessa.»

«Uscendo dalla Chiesa poi» prosegue Castioni «ci si può dirigere verso viale Venezia dove troviamo un fortino. E’ ciò che rimane dell’antico Forte Asburgico, risalente sempre alla fortificazione della città di Verona della metà dell’800, che proteggeva la Stazione di Porta Vescovo. Questo forte è l’unico rimasto dei quattro che proteggevano la stazione di Porta Vescovo.»

Proseguendo poi in direzione della città ci troviamo di fronte alla stessa Porta Vescovo:« Al fianco di quest’ultima si trova il bastione delle Maddalene, restaurato poco tempo fa. La struttura interna si compone di un piccolo parco: qui troviamo la parte abitata del bastione, dove si trovavano fisicamente i soldati in epoca prima veneziana e poi austriaca. Questa è un piccolo grande capolavoro: nell’immagine che ho scelto vorrei far notare la stratificazione del passaggio tra veneziani ed austriaci. Tutta la parte in muratura rossa è di epoca veneziana mentre la parte in pietra bianca è di epoca austriaca-asburgica.

«Inoltre» conclude Castioni «per il momento di potenza delle armi da fuoco dell’epoca, vengono rinforzate la caponiere e viene tagliato una parte del muro veneziano per creare una sorta di tunnel: una presa d’aria per permettere la dispersione dei fumi causato dagli spari dei cannoni. Anche se sappiamo che queste fortificazioni non hanno mai sparato un colpo in tutta quanta la loro esistenza.»