Borgo Trieste, dal cimitero ebraico a Mondadori

Il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini, è intervenuto su Radio Adige Tv per parlarci della storia di Borgo Trieste, portandoci alla scoperta del cimitero ebraico e delle curiosità della sede di Mondadori.

Tra i quartieri più sottovalutati e “dimenticati” di Verona, Borgo Trieste occupa un posto speciale. Posizionato tra i più noti Borgo Venezia e San Michele Extra, Borgo Triste nasconde dei gioielli. A parlarcene è stato il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini.

La mappa del 1792

«Borgo Trieste si trova nella zona est della città tra San Michele e Borgo Venezia. Siamo vicini alla Tiberghien e alla Mondadori. Il quartiere è sorto nel Secondo Dopoguerra. Nel 1792, come si vede nelle mappe dell’epoca, la zona di Borgo Trieste erano tutti campi».

«Una delle prime costruzioni sorte nel quartiere di Borgo Trieste è il cimitero israelitico di via Badile ed è stato costruito lì perchè tutti i terreni erano della famiglia Forti, una famiglia nobile che apparteneva alla comunità ebraica, che donò questo terreno per la costruzione del cimitero. Fu progettato dall’ingegner Gemma intorno agli anni ’60 del 1800, è diviso in quattro zone e ci sono le tombe delle illustri famiglie delle comunità ebraiche».

«La comunità del quartiere aveva bisogno di un luogo dove celebrare le messe e i proprietari della Tiberghien diedero l’utilizzo gratuito del magazzino come primo nucleo della comunità religiosa. Fu consacrata il 2 giugno del 1954. Il primo parroco fu Don Cavalleri che si attivò con il comune per la costruzione di una nuova chiesa, tant’è che il comune cedette il terreno di mille metri quadrati per la costruzione della parrocchia attuale di Santa Maria Addolorata».

«Vicino alla Tiberghien c’è anche la Mondadori che prima era in via San Nazaro. Si trasferì in Borgo Trieste negli anni ’50 e si prese un’area di 100mila metri quadrati per trasferire tutta la sua azienda. La cosa particolare è la scala elicoidale, progettata da un architetto svizzero, Armin Melili, e rappresenta i 50 anni della Mondadori con 50 gradini».

La scala elicoidale di Mondadori