Da Bologna a Verona: Editrice missionaria italiana cambia sede

Villa Buri

Editrice missionaria italiana cambia sede e si trasferisce a Verona, nel verde di Villa Buri. La casa editrice, che dal 1973 si trovava a Bologna, ha scelto la città scaligera per rinnovarsi e affiancarsi ai numerosi istituti religiosi locali e al Centro unitario missionario. Soddisfatto anche il direttore di Emi, Lorenzo Fazzini, che parla di Verona come capitale missionaria d’Italia.

Un trasferimento significativo quello che Editrice missionaria italiana ha fatto di recente spostando il proprio quartier generale da Bologna, dove risiedeva dal 1973, a Verona, a Villa Buri. Una residenza immersa nel verde a San Michele Extra che per la casa editrice rappresenta una rinascita e un arricchimento grazie alla presenza dei numerosi istituti religiosi locali e alla presenza del Centro unitario missionario (Cum).

La decisione è stata presa dai soci, 15 istituti missionari italiani tra cui i padri comboniani e le suore comboniane, che hanno scelto di legare a doppio filo la casa editrice con Verona, “una delle più vivaci a livello missionario in tutt’Italia grazie alla presenza di oltre 500 missionari e missionarie sparsi in vari Paesi” come spiega il direttore di Emi, il giornalista Lorenzo Fazzini.

La casa editrice, famosa per essere stata la prima a pubblicare (pochi giorni dopo l’elezione al soglio pontificio) i primi libri di papa Francesco in italiano, ha fatto conoscere al pubblico, attraverso i propri libri, diversi personaggi di alto profilo provenienti dal Sud del mondo. Tra questi Pepe Di Paola e Charly Olivero, due dei preti amici di Bergoglio che lavorano nelle villas miseria di Buenos Aires; Gaël Giraud, economista e gesuita, uno dei massimi esperti di questioni economiche in Europa; Rosemary Nyirumbe, suora ugandese premiata da TIME e dalla CNN per il suo impegno con le  ex bambine soldato; Luis Antonio Tagle, il cardinale di Manila soprannominato il “Bergoglio d’Asia”, da molti osservatori indicato come il possibile successore di papa Francesco; Alejandro Solalinde, prete messicano candidato al Nobel per la pace e minacciato di morte dai narcos.