Bollettino West Nile: in Veneto rallenta il contagio

Il virus della zanzara sembra perdere resistenza: due nuovi casi questa settimana e nessun decesso.

Ammontano a 471 (rispetto ai 469 della scorsa settimana) i casi di West Nile registrati e confermati in Veneto. Di questi 305 di febbre WNF e 166 della forma neuroinvasiva WNND. I casi confermati nei donatori di sangue, che vengono testati prima della donazione, continuano ad essere 30. Rispetto alla settimana scorsa non sono stati rilevati nuovi decessi da West Nile. L’età media delle persone malate è di 83 anni. Il 71,4% sono maschi.

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Sono questi i dati contenuti nel nuovo bollettino di Sorveglianza delle Arbovirosi, emesso oggi dalla Direzione regionale Prevenzione, che indicano una situazione sostanzialmente invariata rispetto al bollettino della scorsa settimana

La febbre West Nile è provocata dal virus West-Nile, trasmesso dalla puntura di zanzare infette all’uomo e agli animali; come serbatoio di infezione sono state identificate oltre 70 specie di uccelli, soprattutto passeriformi e corvidi, dove il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese. La maggior parte delle persone infette non manifesta sintomi (80%). Le forme sintomatiche si manifestano con sintomi simil-influenzali lievi, febbre, cefalea, dolori muscolo-articolari, raramente accompagnati da rash cutaneo (febbre, WNF). Meno dell’1% sviluppa una malattia neuroinvasiva, come meningite, encefalite o paralisi flaccida (malattia neuro-invasiva, WNND). Il rischio di malattia neuroinvasiva aumenta con l’età ed è più elevato fra gli adulti di oltre 60 anni di età.

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