Bocciata la richiesta di deroga per l’Arena. Comencini: «Schiaffo a Verona»

Il Governo non ha concesso la possibilità di far salire fino a 3 mila il numero di spettatori per i prossimi spettacoli areniani di agosto come richiesto dai parlamentari veronesi, in particolare dalla Lega con l'ordine del giorno presentato proprio da Vito Comencini come primo firmatario.

L’Esecutivo non si è fatto intenerire, evidentemente, dalla simbolica richiesta di tutto l’arco parlamentare veronese che l’altro ieri si era ritrovato all’interno dell’anfiteatro romano per chiedere che fosse concesso in deroga al DPCM di accogliere fino a 3 mila spettatori, anziché i mille previsti dalle attuali disposizioni.

Questa mattina la Camera ha dato parere contrario a tale proposta e a reagire per primo a questo diniego è stato l’onorevole della Lega Vito Comencini, primo firmatario dell’ordine del giorno presentato ieri dai parlamentari leghisti per raggiungere questo obiettivo che determinerebbe quanto meno una fattibilità e una sostenibilità economica, senza andare in perdita, degli spettacoli previsti ad agosto.

«Il governo ha dato uno schiaffo al mondo della cultura e dello spettacolo e non ha ascoltato il grido d’aiuto di un’intera città. – afferma il deputato della Lega Vito Comencini – La Fondazione Arena di Verona e il sindaco di Verona Federico Sboarina hanno chiesto l’accesso per almeno 3 mila spettatori, una minore decurtazione del Fondo unico per lo spettacolo e risorse ad hoc. Si trattava di una questione di buonsenso. L’Arena è un patrimonio storico-culturale italiano ed europeo. È grave che il governo non abbia raccolto questo appello e mi meraviglio dei parlamentari veronesi del Partito Democratico, Italia Viva e del Movimento 5 Stelle. Dovranno giustificare questa vergognosa bocciatura di fronte alla città, agli artisti, agli esercenti che vivono anche grazie alle serate de l’Arena e agli operatori del turismo».

«Come evidenziato durante il sopralluogo avvenuto lunedì 25 maggio nell’anfiteatro – conclude Comencini – la Fondazione Arena ha assicurato di poter garantire tutte le misure di sicurezza, sia per il pubblico che per gli artisti, con 3mila spettatori a sera. Un numero che ne consentirebbe soprattutto la sostenibilità economica. Questa bocciatura è una spada di Damocle per Verona, ma anche per il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo».

Sulla questione è intervenuto con una dichiarazione anche l’ex ministro Lorenzo Fontana: «Dispiace che il governo non abbia ascoltato, in questa fase, le richieste del mondo dell’Arena di Verona, che abbiamo immediatamente portato alla sua attenzione. La nostra battaglia, per i lavoratori, per la cultura, per la nostra città, prosegue. Presenteremo al decreto riaperture al Senato un emendamento ad hoc. Obiettivi: triplicare, in sicurezza, gli accessi in Arena (da mille a tremila), ottenere fondi adeguati, fermare i tagli e tutelare i lavoratori, duramente colpiti dalla crisi generata dal Covid-19».