Blocco alle auto Euro 3 diesel in tutta Verona

Saranno circa 10mila le auto, Euro 3 diesel, immatricolate a Verona che da lunedì 1 ottobre e fino al 31 marzo 2019 dovranno restare ferme dalle 8.30 alle 19.30. A dirlo è il nuovo divieto approvato stamattina dalla Giunta comunale e che si va a sommare a quello degli anni precedenti riguardante i mezzi euro 0-1-2 diesel e o-1 benzina.

Stop ai veicoli Euro 3 alimentati a diesel. E’ il nuovo divieto che entrerà in vigore a partire da lunedì prossimo, 1 ottobre, su tutto il territorio comunale per contrastare l’inquinamento atmosferico, in particolare delle pm10. La limitazione al traffico sarà in vigore dalle 8.30 alle 18.30 fino al 31 marzo 2019. La novità si aggiunge al blocco, già in vigore dagli anni scorsi, dei mezzi euro 0-1-2 diesel; euro 0-1 benzina; motocicli con certificato di circolazione rilasciato prima del 1° gennaio 2000.

Le misure sono state approvate questa mattina dalla Giunta comunale, che ha così recepito le indicazioni della Regione Veneto e i pareri del Tavolo Tecnico Zonale coordinato dalla Provincia. I provvedimenti adottati sono stati concordati con gli altri capoluoghi veneti e sono contenuti in un’ordinanza uguale per tutti. Il blocco riguarda all’incirca 10mila auto immatricolate a Verona, a partire dal 2001, quindi 17 anni fa, esattamente come era stato fatto nel 2014 per gli euro 2 immatricolati dal 1997.

Come deciso dalla Giunta, sono previste deroghe per coloro che hanno un Isee pari o inferiore a 16.700 euro (certificazione da tenere sempre in macchina), per le persone con più di 70 anni, i portatori di handicap, per quanti non possono recarsi a lavoro con mezzi pubblici e per i veicoli che fanno il tragitto casa-fermata del trasporto pubblico.

Nessun divieto di circolazione invece per le auto a metano, gpl, elettriche, ibride e quelle a benzina sopra euro 2; anche per il car-pooling, ossia 3 persone a bordo per le macchine più grandi e 2 per le biposto, non ci saranno limitazioni.

L’ordinanza prevede anche altre misure di contenimento dell’inquinamento, come la limitazione della temperatura in casa e in ufficio ad un massimo di 19 gradi e negli stabilimenti industriali di 17 gradi.

“Si tratta di provvedimenti che abbiamo concordato insieme agli altri capoluoghi del Veneto e che sono stati adottati anche dalle altre regioni dell’area padana, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, per far fronte al problema delle polveri sottili – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala -. Ora speriamo che la Regione si attivi anche per porre un freno all’utilizzo degli impianti a biomassa, intervenendo sul Catasto regionale degli impianti termici – Circe”.

Nel caso in cui si dovessero protrarre le giornate di superamento delle pm10, scatteranno i livelli di allerta arancio e rosso e comunicati gli eventuali provvedimenti emergenziali.