Blitz Usa a Caracas, speranze e timori per Alberto Trentini

di Matteo Scolari

| 04/01/2026
Dopo la cattura di Nicolás Maduro, i genitori del cooperante veneto seguono con apprensione gli sviluppi. Tajani: «Stiamo lavorando al massimo per gli italiani detenuti». Il presidente Stefani rinnova l’appello per una soluzione positiva.

Le immagini che scorrono sui notiziari, il blitz delle forze speciali statunitensi a Caracas e la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della moglie hanno riacceso speranze e paure nella casa del Lido di Venezia di Armanda ed Ezio, genitori di Alberto Trentini, detenuto da oltre 400 giorni in Venezuela.

Per tutta la giornata, la famiglia ha seguito l’evolversi di una situazione in rapido mutamento, in attesa di segnali dalle autorità italiane che possano indicare una svolta positiva per il figlio, rinchiuso nel famigerato penitenziario di El Rodeo, a pochi chilometri dalla capitale venezuelana.

Nelle ore immediatamente successive all’operazione americana, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto espresso riferimento alla vicenda di Trentini: «Abbiamo italiani detenuti in Venezuela, a cominciare da Trentini, ma con lui ce ne sono un’altra dozzina. È un tema che ci preoccupa e sul quale stiamo lavorando al massimo», ha assicurato il titolare della Farnesina.

Antonio Tajani Bosco Chiesanuova 11.03.2025
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Resta però l’incognita sul futuro assetto del Venezuela dopo la clamorosa iniziativa statunitense: se potrà accelerare una liberazione o complicare ulteriormente la posizione dei detenuti stranieri è ancora tutto da capire. «Alla luce di questi nuovi scenari, ci uniamo all’appello perché si compiano tutti i passi necessari per garantire una soluzione positiva del caso», ha dichiarato Luca Zaia.

La vicinanza delle istituzioni non è mancata nemmeno nelle settimane precedenti. Pochi giorni prima di Natale, la madre di Alberto ha ricevuto una telefonata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso solidarietà e vicinanza, ribadendo che l’Italia non ha abbandonato il cooperante veneto. Un gesto arrivato dopo l’amarezza manifestata pubblicamente dalla famiglia, che aveva chiesto al governo “un’azione più incisiva”. Ad agosto, la mamma di Trentini aveva anche scritto al Papa per invocare una mediazione.

Negli ultimi mesi, Alberto Trentini è riuscito a contattare casa con brevi telefonate, rassicurando sulle sue condizioni di salute, e ha ricevuto la visita dell’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito. Il cooperante era arrivato in Venezuela il 17 ottobre 2024 per una missione con le ONG Humanity & Inclusion; il 15 novembre, mentre viaggiava da Caracas verso Guasdalito, è stato fermato a un posto di blocco e arrestato, senza spiegazioni, insieme all’autista dell’organizzazione. Da allora è iniziata una odissea durata 415 giorni.

Alberto Stefani in Consiglio regionale Veneto
Il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani.

Nel pomeriggio è arrivato anche il messaggio del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, dopo un colloquio telefonico con Tajani: «Sono vicino ai familiari e agli amici di Alberto Trentini – ha dichiarato –. Ho rappresentato al ministro l’apprensione di tutta la nostra comunità. Pur nella complessità degli eventi, le autorità stanno collaborando con il massimo impegno per tutelare l’incolumità di Trentini e dei veneti residenti in Venezuela. L’auspicio è che Alberto possa ricongiungersi presto con la propria famiglia e con la propria terra. Noi lo aspettiamo».

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