Blitz serrati nei quartieri: in manette un giovane e una 56enne
Proseguono serrati i controlli della Polizia di Stato per l’ordine e la sicurezza pubblica volti a contrastare qualsiasi forma di illegalità sul territorio veronese. Soltanto nella giornata di giovedì, la Polizia di Stato ha sottoposto a controllo nella provincia di Verona 917 persone.
Qualche giorno fa, nel quartiere di San Pancrazio, più volte setacciato dalle Forze dell’Ordine, con vari blitz sono stati arrestati ed espulsi numerosi cittadini extracomunitari irregolari sul territorio nazionale. Inoltre, finisce in manette un 31enne marocchino trovato in possesso di 8 involucri di cocaina.
Solo due giorni fa le volanti della Polizia di Stato hanno fatto irruzione nell’ex deposito ferroviario sito in via Porto San Michele, noto punto di ritrovo per lo spaccio di sostanze stupefacenti e la ricettazione di materiali compendio di furto. Qui, gli agenti hanno intercettato due soggetti stranieri, entrambi sottoposti a perquisizione personale dopo essere stati prontamente identificati: uno dei due, un 27enne di origine marocchina, è risultato pendente una nota di rintraccio della locale Squadra Mobile. Il controllo personale ha avuto esito negativo ma a seguito di un’ispezione dello stabile abbandonato sono stati invece rivenuti sette smartphone di marche differenti e in discrete condizioni, un computer portatile, tre coltelli, un manganello e una pinza multiuso.
Terminati gli accertamenti sul posto il giovane è stato accompagnato in Lungadige Galtarossa dove è stato riconosciuto da alcuni agenti grazie all’analisi delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza: è lui l’autore del furto in Veronetta avvenuto una manciata di giorni prima. L’uomo, quindi, risultato peraltro anche irregolare sul territorio nazionale, è stato denunciato e messo a disposizione del locale Ufficio Immigrazione.
Poche ore dopo un secondo arresto: finisce in manette una donna di 56 anni nigeriana. È partito tutto da una chiamata alla Centrale Operativa della Questura intorno alle 23, quando una pattuglia della Polizia di Stato è intervenuta in Via Roveggia per una segnalazione di lite in famiglia tra madre e figlio. Al momento del controllo, la donna è risultata destinataria di un ordine di carcerazione, emesso dal Gup presso il Tribunale di Trento. Numerosi i precedenti pensali per contro il patrimonio e per spaccio di sostanze stupefacenti oltre che prostituzione e favoreggiamento dell’ingresso clandestino. Condotta al carcere di Montorio, sconterà la pena di 3 anni e 18 giorni di reclusione.
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