Bissoli: «Contro la violenza sulle donne serve impegno concreto e culturale»

Redazione

| 05/12/2025
Oggi a Verona la proiezione del video "Don't Make Up" di Filippo Tommasoli per sensibilizzare sulla violenza contro le donne, nell’ambito delle iniziative coordinate dal Comune.

Il Consiglio Comunale si è aperto con un discorso introduttivo della vice sindaca con delega alla partita di genere Barbara Bissoli che ha richiamato l’impegno di Verona per la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne”. La seduta di questa sera è stata l’occasione per sottolineare simbolicamente il dramma del fenomeno attraverso la proiezione dell’opera dell’artista Filippo Tommasoli.

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«Il 5 dicembre, – ha esordito la vicesindaca e assessora alla parità di genere, Barbara Bissoli – con l’installazione multimediale dal titolo “Dell’Innocenza” di Dima Contemporary Art, dalle 15 alle 21 nella Chiesa di Santa Maria in Chiavica, si concluderà il cartellone degli eventi coordinati e, in parte, sostenuti dal Comune di Verona in occasione del 25 novembre, che mirano ad attivare le molte realtà del territorio in un’azione cittadina di sensibilizzazione, quest’anno arricchito da uno specifico calendario di eventi per e con gli Istituti scolastici, nella piena consapevolezza che, per eliminare questa piaga sociale, occorre coinvolgere le nuove generazioni, dialogando con loro. Con la proposta di questa sera, ho voluto sottolineare il contributo culturale e di pensiero del Comune di Verona in questo ambito che vede tanto più esposte le ragazze e le donne alla violenza maschile, quanto più progredisce il percorso di emancipazione dal dominio maschile, il percorso di affermazione dei propri desideri e delle proprie libertà, oltre che dei diritti umani di bambine, ragazze e donne connaturati alla parità di genere».

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«Non solo, quindi, impegno operativo con il rafforzamento dei Servizi Antiviolenza del Comune, che dal 2022 vedono più che raddoppiate le risorse economiche complessive reprite e impiegate nel Centro PETRA per la protezione delle ragazze e delle donne vittime di violenza, nel Centro NAV che eroga percorsi di recupero per giovani adulti e uomini che agiscono violenza e nel Centro di Formazione Antiviolenza – ne ho riferito proprio questa mattina nel corso della Commissione Bilancio – e vedono significativamente incrementate le risorse di personale, perché oggi ognuno dei tre Centri ha un o una responsabile che cura specificatamente i servizi erogati. Ma anche impegno culturale e di pensiero, che questa sera si concretizza nella proposta di incontro con l’opera d’arte che tratta la violenza maschile nei confronti delle donne, che è incontro che ci permette di dire l’indicibile, di guardare l’inguardabile, di vedere l’invisibile nel “reale”».

«Ho incontrato quest’opera di Filippo Tommasoli nello spazio espositivo di Studio La Città di Heléne de Frànchis, nell’allestimento per l’evento “Freedom” organizzato dalle Gallerie d’arte contemporanea veronesi in occasione dello scorso 8 marzo e quello di stasera vuole essere anche un omaggio all’arte contemporanea e alle giovani generazioni di artiste e artisti, oltre che ad Helène e al suo affetto e alla sua cura per la nostra Città», conclude Bissoli.

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Il video “Don’t Make Up”

Nel video “Don’t Make Up” di Filippo Tommasoli, fotografo, film maker e artista visivo veronese, proiettato per l’occasione, il tema della violenza di genere è affrontato mettendo l’accento in particolare sull’importanza di parlarne, senza nasconderla. Il titolo in inglese ha un doppio significato: “non truccarsi” ma, allo stesso tempo, “non nascondere”. Tre ragazze, inquadrate in un trittico multimediale, si truccano il viso allo specchio, restituendo un’immagine di sé caratterizzata da un andamento temporale rovesciato. Nel procedere del video, danno allo spettatore l’illusione che si stiano struccando, arrivando a mostrare le ferite causate dalla violenza.

Le tre protagoniste sono completamente diverse dal punto di vista estetico e geografico, perché il messaggio è universale: non nascondere la violenza, non tacere.

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Le dichiarazioni della consigliera Beatrice Verzè

La consigliera Beatrice Verzè di Traguardi, con compiti di collaborazione per le pari opportunità, in merito alla commemorazione del 25 novembre dichiara che «non dovremmo nasconderci dietro il caso, la fatalità, la sfortuna o il raptus quando parliamo di violenza maschile sulle donne. Non dovremmo neppure affidarci a dichiarazioni come quelle del ministro Nordio, secondo cui la violenza sarebbe nel Dna dei maschi, o come quelle della ministra Roccella, secondo cui non esisterebbe correlazione tra educazione sessuale e violenza maschile. Né dovremmo dare spazio a chi continua ad alimentare la paura infondata di educare fin da piccoli bambini e bambine alle relazioni. A non nascondersi più sono invece le tante donne del nostro centro antiviolenza Petra, che con le loro parole ci ricordano che questa deve restare una priorità. E non ci nascondiamo nemmeno noi in quest’aula, con le politiche pubbliche che stiamo portando avanti a livello comunale per una città più femminista, per una società che rifiuta la cultura dello stupro, della violenza e degli stereotipi dentro cui anche gli uomini restano intrappolati».

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