Bisinella riprende La Paglia sulla questione della parità di genere

Alla consigliera comunale, capogruppo di Fare Verona, non è piaciuta l'uscita della collega consigliera del PD che si era lamentata per l'elezione del collega DEM Stefano Vallani a vicepresidente del Consiglio comunale.

Le consigliere comunali Patrizia Bisinella ed Elisa La Paglia.
Le consigliere comunali Patrizia Bisinella ed Elisa La Paglia.

Patrizia Bisinella, consigliera comunale, capogruppo in comune di Fare Verona interviene sul tema della parità di genere e in particolare sulla vicenda che ha visto protagonisti i due colleghi consiglieri Elisa La Paglia e Stefano Vallani del Partito Democratico, il secondo eletto vicepresidente del Consiglio comunale (ruolo affidato alle opposizioni) dopo le dimissioni di Alessandro Gennari, passato alla Lega.

La Paglia si era lamentata del fatto che ancora una volta, con l’elezione di un uomo (Vallani), si fosse persa un’occasione per rinfoltire la presenza di quote rosa nei ruoli apicali a Palazzo Barbieri.

«Il Pd ha dato ai capigruppo di minoranza un nome solo, Stefano Vallani, collega validissimo, mentre Elisa La Paglia si è auto-candidata in lite con il suo partito, ma questi sono problemi del Pd che francamente non ci interessano. – commenta Patrizia Bisinella – Ma soprattutto parità di genere non significa che se c’è una sola donna candidata si vota quella a prescindere, questo nulla c’entra con la parità di genere e con le condizioni per competere di donne e uomini in base a merito e qualità; anzi, svilisce il tema e la battaglia doverosa per le opportunità delle donne in politica e nella società. La strumentalizzazione della questione, che evidentemente è stata fatta per ego personale e visibilità politica, mortifica decenni e decenni di battaglie delle donne».

Patrizia Bisinella, Fare! Verona
Patrizia Bisinella, Fare! Verona

Tirata d’orecchie anche a Verona Domani

L’ex senatrice si è scagliata sullo stesso tema anche contro Verona Domani, definendo «stravaganti» le parole della lista guidata da Matteo Garsparato che nel giro di poche settimane è passata dallo scrivere e pubblicare a mezzo stampa e social insulti pesanti a una donna (la Consigliera Drudi) al farsi portavoce, assieme ad altri Consiglieri di maggioranza, di un concetto distorto di parità di genere, ovviamente per motivi strumentali di lotta politica.

«Tale mercificazione politica e banalizzazione di un tema serio come la questione femminile è uno schiaffo alle donne impegnate in politica e in società. – conclude Bisinella – Mentre noi continuiamo a fare proposte concrete nell’interesse della Città e delle sue attività in crisi, per le donne e gli uomini di Verona, nella maggioranza di Sboarina sanno solo perdere tempo in caciara, beghe e nel triste mercato delle poltrone, tutte questioni che certamente non interessano ai cittadini».

Lo sfogo di Elisa La Paglia: «Volevo aprire una breccia»

La consigliera del Partito Democratico Elisa La Paglia, a seguito dell’elezione a vicepresidente del Consiglio comunale di Stefano Vallani ha diramato un comunicato stampa contenente queste parole:

«Ragazze ora siamo nei consigli comunali, lo dobbiamo alle donne che si sono messe in gioco, lo dobbiamo a coloro che quelle donne le hanno sostenute ed elette, lo dobbiamo a quei partiti e liste che considerano l’equa rappresentanza un valore aggiunto.

Per i più recidivi sono intervenute le norme: c’è l’obbligo di avere entrambi i generi nelle liste, almeno 1/3 nei comuni con più di 5.000 abitanti; c’è la doppia preferenza di genere al momento del voto; le Giunte comunali devono avere almeno il 40% di donne (o uomini) per i comuni sopra ai 3.000 abitanti.

La situazione delle donne nel Comune di Verona è che siamo il 27% del consiglio comunale e il 40% della Giunta, lo 0% della terna della presidenza, perché non c’è una legge o una norma del regolamento che lo impone.

Ora tutti i gruppi consiliari che hanno un esponente nella terna della presidenza posso correggere la situazione perchè hanno tutti una donna nei loro gruppo di appartenenza (Fratelli D’Italia, Verona Domani e Minoranze), quindi tutti loro sono ugualmente responsabili.

La consigliera comunale Elisa La Paglia.
La consigliera comunale Elisa La Paglia.

Aprire una breccia su questo tema era il mio intento, sapevo di non avere i voti in aula per vincere, questo ha reso forte e gratuito il mio gesto e il voto di chi lo ha sostenuto. Mi è costato emotivamente ma è un importante e dovuto investimento sul cambiamento.

Nonostante questo gli attacchi nel mio partito stanno proseguendo in queste ore, sarebbe stata la quarta votazione di un vicepresidente senza rispetto della parità, sempre su accordo Tosi-Pd, lo ricorderei a quei segretari che pensano oggi all’unità del Pd e non al rispetto dei suoi principi fondativi, parità e pluralità in primis.

L’esperienza in politica mi ha insegnato che ogni carica elettiva non diretta è frutto di accordi. Questi accordi si basano su regole solo falsamente indipendenti dai nomi che ne seguiranno, possono contare i voti presi, l’influire sulla concorrenza, i numeri relativi o i numeri assoluti. L’unica costante è che saranno adattate di volta in volta.

Care ragazze, se posso passarvi un testimone, per quando in consiglio ci sarete voi: pretendete di essere al tavolo dove si stabiliscono quelle regole, e che quel tavolo sia collettivo dei decisori in campo.

Se vi escludono da quel tavolo, SIATE RIBELLI!

Senza trasparenza e senza la vostra presenza potrete solo giocare una partita di cui si sa già il risultato finale».

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