Bike sharing: Ribaltata la sentenza del TAR Veneto

VERONA – Buone notizie arrivano dal Consiglio di Stato, il quale ha accolto l’appello del Comune di Verona riguardante la legittimità della procedura di gara che aveva affidato in gestitone il servizio di bike sharing comunale alla società Clear Channel Jolly.

“Si conclude finalmente – sentenzia l’assessore alla Mobilità Enrico Corsi – una vicenda di ricorsi che rischiava di compromettere un servizio efficiente e molto apprezzato da turisti e cittadini. La parola fine alla disputa giudiziaria, emessa dal Consiglio di Stato, ci permetterà di dare, fin da subito, l’avvio alle nuove tre ciclo stazioni che saranno collocate rispettivamente in Piazza Renato Simoni, Piazza Vittorio Veneto e in prossimità dello Stadio Bentegodi e di spostare definitivamente in Via Mameli la ciclo stazione attualmente posizionata di fronte alla sede diVeronafiera. Con buona pace di quanti, con pregiudizi ed esposti, hanno gufato contro questa iniziativa”.

La richiesta di annullamento del bando di gara era stata richiesta dal TAR Veneto, a seguito del ricorso presentato da Comunicare s.r.l., seconda classificata nella gara conclusasi nel dicembre 2011. La decisione definitiva del Consiglio di Stato annulla quindi la precedente sentenza emessa dal TAR, basandosi sul fatto che si tratta di concessione di servizi per cui non si applica in toto la disciplina del codice dei contratti e il Comune, correttamente, non ha tenuto conto della pregressa esperienza in altre città di Comunicare s.r.l. per servizi analoghi, in quanto non adeguatamente dimostrata dall’interessata, considerato altresì che il Comune non aveva l’obbligo di chiedere chiarimenti, trattandosi di un elemento dell’offerta, quindi intangibile. In relazione al servizio di bike sharing attivato in altre città, infatti, la Commissione di gara aveva assegnato alla ditta Clear Channel Jolly, successivamente aggiudicataria della gara, il punteggio massimo, mentre la società Comunicare s.r.l., che successivamente presenterà ricorso al TAR, aveva ottenuto il punteggio minimo per la mancanza di documentazione adeguata.

La Redazione