Bandiera Pd bruciata come la “vecia”, i dem contro Mariotti

“Ancora se brusa la vecia”, ma nella foto, inviata dal presidente Serit Massimo Mariotti ai suoi contatti, sulla catasta di legna c’è una bandiera del Pd. Insorgono i rappresentanti cittadini del Partito Democratico.

Caso Jan Palach Serit mariotti falòUn messaggio circolato su Whatsapp inviato dal presidente di Serit, società controllata da Amia, Massimo Mariotti ha provocato la reazione dei rappresentanti cittadini del Pd. “I piccoli fans di Jan Palach invitano ad appiccare il fuoco al Pd…” è questa l’accusa dei consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani e dal segretario cittadino Luigi Ugoli. “Ce li immaginiamo i paladini della libertà di espressione dell’estrema destra veronese sghignazzare di fronte alla nuova provocazione del presidente Serit Massimo Mariotti che a mezza Verona ha postato la foto di una bandiera del Pd fissata sulla cima di una catasta di legna con questo commento: “Ancora se brusa la vecia”.

Nuovo capitolo quindi nella discussione sul concerto dedicato a Jan Palach organizzato dall’associazione “Nomos – Terra e Identità” e sulla cui locandina compaiono i loghi della Provincia di Verona e di Serit. Nel mirino dei critici l’esibizione di gruppi musicali “nazi-rock”. Fra i primi a segnalare e reagire alla pubblicazione della locandina del concerto sono stati nelle scorse settimane l’associazione Assemblea 17 dicembre e Mao Valpiana del Movimento Nonviolento.

“Da una parte Mariotti e Agsm – continuano i membri del Pd nella nota diffusa oggi – sostengono con finanziamenti pubblici il tentativo dell’estrema destra veronese di appropriarsi della memoria Jan Palach, che il 16 gennaio 1969 si diede fuoco nella piazza centrale di Praga per protestare contro la censura che fece fallire la stagione delle riforme democratiche nota come Primavera di Praga. Dall’altra parte lo stesso Mariotti invita (metaforicamente?) ad appiccare il fuoco al Partito Democratico, uno dei pilastri della democrazia italiana”.

Le locandine con il nome di Jan Palach avevano animato discussioni anche in Repubblica Ceca, visti gli interventi dell’ex ministro della Giustizia Jiří Pospíšil e degli studenti universitari.

“La contraddizione, la strumentalizzazione e il cattivo gusto sono chiarissimi”, dicono Benini e gli altri. “Sono stati ben spiegati dagli stessi studenti di Lettere e Filosofia dell’università Carlo IV di Praga che hanno definito “riprovevole” la concessione del patrocinio da parte delle istituzioni locali ad un concerto ispirato ai valori dell’estrema destra. Sull’esempio dei monaci buddisti, Palach si è immolato contro la censura ed e il controllo sociale ed è quindi eroe e simbolo delle libertà democratiche contro ogni tipo di dittatura”.

“Non pretendiamo che il presidente della Provincia Scalzotto comprenda tutto questo – aggiungono i membri del Pd – al pari di Sboarina è succube dei consiglieri comunali di estrema destra che hanno contribuito alla sua elezione. Levarsi il prosciutto dagli occhi, però, è un atto di dignità e di onestà umana che sarebbe richiesto ad un politico”.