BANCA VIVA: UN POSTO IN CONSIGLIO DEL BANCO POPOLARE

Spunta anche una lista per il consiglio di sorveglianza da presentare in assemblea tra le novità di Banca Viva, la neonata associazione dei soci azionisti del Banco Popolare che ieri ha tenuto all’Hotel Leon d’oro l’incontro di presentazione.

«Tutto è nato con la costituzione di un comitato promotore di dieci membri, uno per ogni categoria portatrice di interesse», afferma Germano Zanini, amministratore delegato della Multiutility e tra i promotori dell’associazione. «Entro breve tempo daremo vita al consiglio direttivo composto da una ventina di membri. In pochi giorni abbiamo raccolto almeno un centinaio di adesioni all’iniziativa, ma puntiamo a superare i mille soci. Riteniamo infatti che ci sia spazio per una grande crescita quantitativa, dal momento che i piccoli azionisti detengono oggi una percentuale significativa del capitale sociale della banca».

Tra i primi obiettivi di Banca Viva c’è quello di far contare più Verona e la sua realtà imprenditoriale all’interno del Banco Popolare, partendo magari dal consiglio di sorveglianza.

Per questo l’associazione sta già raccogliendo le cinquecento firme necessarie alla presentazione di una lista di cinque nomi (per il momento top secret) entro il prossimo 9 aprile, scadenza ultima in vista dell’assemblea dei soci del prossimo 25 aprile.

«Puntiamo ad avere un posto in consiglio di sorveglianza per portare nel Banco quella grande necessità di considerazione che arriva dal cuore del territorio», dice senza mezzi termini Germano Zanini. «Non è retorico affermare che il Banco deve riservare maggiore attenzione al territorio di cui è massima espressione».

Zanini non nasconde effettivamente qualche difficoltà di dialogo con la banca da parte di una fetta crescente della piccola e media imprenditoria scaligera, sia intermini di affidamento che di finanziamento.

«Di qui la necessità di ridare a quel Banco Popolare che sentiamo anche nostro quella vecchia e formidabile veste di partner finanziario indispensabile per gli imprenditori veronesi, ancor più in un periodo di grande incertezza economica», ha proseguito.

«Una banca che crei nel contempo valore per gli azionisti, quanto mai scottati da un titolo che in meno di due anni ha perso l’80% del proprio valore, assottigliando notevolmente il portafoglio di migliaia di famiglie veronesi. Vogliamo, per concludere, una banca fedele a una tradizione di valori che dura da oltre 140 anni».

Alessandro Azzoni (L’Arena)