Banca di Verona chiude i conti del 2018. Crescono patrimonializzazione e solidità
Patrimonio netto a 91,58 milioni di euro e i fondi propri ai fini di Vigilanza oltre i 90 milioni. In aumento la raccolta diretta e indiretta. Riduzione dei crediti non performing.
La Banca di Verona chiude il 2018 nel segno del rafforzamento patrimoniale, un miglioramento degli indicatori della solidità della raccolta. I dati dal 31 dicembre sono stati approvato dal Cda della Banca di Credito Cooperativo che ha approvato il rendiconto economico al 31 dicembre 2018. Un anno particolarmente importante nel quale la Banca di Credito Cooperativo ha aderito al gruppo nazionale Iccrea e ha anche varcato i confini provinciali e regionali aprendo nella vicina Ala, in Trentino, una filiale dedicata alle imprese.
Il patrimonio netto, dunque, sale a 91,585 milioni di euro e salgono, soprattutto, i fondi propri ai fini di Vigilanza (che determinano l’adeguatezza patrimoniale della Banca) da 85,427 milioni del 31 dicembre del 2017 agli attuali 90,148 milioni (non comprensivi dell’utile secondo semestre). Il Cet1, indicatore “principe” per valutare la solidità aziendale, sale ulteriormente da 22,353% a 25,306%, un livello tra più elevati a livello nazionale (il coefficiente vincolante minimo dettato dalle regole di Vigilanza è il 5,75%) e che determina forti eccedenze patrimoniali.
“Siamo molto soddisfatti di quanto realizzato nel 2018”, dice il presidente della Banca di Verona Flavio Piva, “non solo per i brillanti dati di bilancio, ma anche per le molteplici attività poste in essere a favore dei nostri soci, clienti e della comunità. Voglio solo ricordare le 70 borse di studio consegnate a giovani meritevoli, gli eventi dedicati alle imprese sul tema della internazionalizzazione, gli incontri del cenacolo degli investitori con approfondimenti sui mercati, il convegno nazionale sulla difesa dei patrimoni personali e aziendali”.
“Continua il nostro impegno”, aggiunge il direttore generale Valentino Trainotti, “per mantenere sul territorio veronese una Banca solida (il cet 1 è superiore al 25%), sana (il credito deteriorato è ai livelli più bassi degli ultimi 8 anni), stabile (per i risultati positivi costanti da alcuni lustri, per le relazioni continuative con i nostri clienti) e social, che significa mettere al centro della nostra attività la persona e non solo nell’utilizzo dei media. Fondamentale il ruolo del nostro personale a cui dedichiamo sempre più formazione (nel 2018 una media di 7,2 giorni per ogni dipendente)”.
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