Bambini maltrattati: oltre 16mila firme per la petizione che chiede le telecamere nei nidi

Redazione

| 14/02/2026
La petizione, lanciata da una mamma veronese nei giorni scorsi, ha già riscosso un grande successo arrivando a oltre 16mila firme per chiedere l'installazione di telecamere negli asili nido.

Dopo lo choc degli ultimi giorni, torna al centro del dibattito pubblico la sicurezza nei nidi d’infanzia in Italia. Una petizione lanciata da un mamma veronese, Elisa Arvati, su Change.org sta raccogliendo un’ampia adesione da parte di genitori e cittadini, chiedendo alle istituzioni di rendere obbligatoria l’installazione di sistemi di videosorveglianza in tutte le strutture per l’infanzia pubbliche e private del Paese.

La mobilitazione nasce all’indomani di una drammatica vicenda avvenuta nella nostra città, dove un asilo nido privato nel centro cittadino è stato sequestrato dalla Procura dopo che le indagini dei Carabinieri hanno documentato presunti maltrattamenti nei confronti di bambini tra i 9 mesi e i 3 anni. Dai filmati, ora parte del fascicolo probatorio, emergono episodi di strattonamenti, spintoni, schiaffi e tirate di capelli, oltre a comportamenti gravemente inadeguati verso i piccoli affidati alle educatrici.

«Una mia amica sta vivendo un incubo che nessun genitore dovrebbe mai affrontare – si legge nel testo della petizione -. Nel nido Baby Island di Verona si sono verificati gravi maltrattamenti ai danni dei bambini. Quando affidiamo i nostri figli a un asilo nido, lo facciamo con un atto di fiducia totale: confidiamo che vengano accolti, protetti, rispettati. Quando questa fiducia viene tradita, le conseguenze sono profonde, dolorose e segnano famiglie intere. La sicurezza e il benessere dei bambini devono essere una priorità assoluta, non negoziabile»

Arvati spiega poi che misure come la videosorveglianza possono costituire «un deterrente contro comportamenti abusivi o negligenti» e uno strumento utile per «accertare i fatti e tutelare le vittime».

Al momento la petizione ha superato le 16.000 firme verificate, ma chi la promuove sottolinea come la proposta non intenda sostituirsi alle indagini giudiziarie: «È essenziale che l’installazione delle telecamere avvenga con regole chiare, con accesso limitato alle registrazioni e nel rispetto della privacy di bambini e personale».

La vicenda ha riacceso anche un più ampio confronto sul ruolo della tecnologia nella tutela dei minori nei contesti educativi, tema già al centro di petizioni simili in altre città italiane negli ultimi mesi.

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