“Baby gang” a Verona, Sboarina propone «prevenzione, ma anche cani antidroga nelle scuole»

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha affrontato il tema delle cosiddette "baby gang". Il sindaco di Verona Sboarina propone prevenzione, ma anche controlli antidroga con i cani nelle scuole.

Federico Sboarina, sindaco baby gang a verona
Federico Sboarina, sindaco di Verona

Il sindaco di Verona parla di «pugno duro»

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha affrontato, questa mattina, di adottare il pugno duro, per contenere il fenomeno delle cosiddette “baby gang”.

Un giro di vite che da un lato intensificherà la presenza interforze sul territorio, grazie al coinvolgimento di tutte le Forze dell’Ordine. A Verona la situazione è monitorata e sono già noti luoghi e momenti di ritrovo, sia in centro storico che nelle vicinanze della stazione. Dall’altro lato, su proposta del sindaco Federico Sboarina, il coinvolgimento del mondo della scuola per iniziare un’attività massiccia di prevenzione in aula.

LEGGI ANCHE: Ritrovato senza vita il 33enne di Fosse

axel cane poliziotto antidroga
Il cane antidroga Axel in dotazione alla Polizia Locale di Verona.

Da Palazzo Barbieri, infatti, l’idea di proporre, ai dirigenti scolastici che ne faranno richiesta, il controllo degli istituti anche grazie all’impiego delle Unità cinofile antidroga. Al momento, infatti, le verifiche con i cani possono riguardare solamente le aree adiacenti i plessi scolastici, ma non è possibile per gli agenti entrare nelle scuole. La settimana prossima il Prefetto convocherà un incontro in cui discutere della questione.

«Non permetteremo che l’escalation di violenza vista in altre città, con rapine e attacchi alle auto delle Forze dell’Ordine, colpisca anche Verona» dichiara il sindaco Sboarina. «Purtroppo, quello delle baby gang, è un problema che coinvolge tutta Italia. Per questo siamo disposti ad intervenire con il pugno duro ancor prima che il fenomeno possa degenerare. Finora abbiamo monitorato le zone e gli orari in cui queste bande si ritrovano, li conosciamo, ma interverremo con ancora più fermezza presidiando il territorio e, dove richiesto, entrando nelle scuole».

LEGGI ANCHE: Marmolada, stop al turismo dell’orrore

«Chiederemo il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico provinciale e dei dirigenti scolastici, assieme ai Servizi sociali, per fare prevenzione, ma proporrò anche di entrare nelle scuole con i cani antidroga, in maniera ovviamente rispettosa della privacy, della legge e degli studenti. Ma l’esperienza della nostra Unità cinofila dimostra che la sostanza stupefacente viene nascosta ovunque ed è una maniera efficace per contrastare il microspaccio».

«L’azione capillare che facciamo sul territorio – continua il sindaco – funziona anche per isolare le mele marce dai tantissimi ragazzi veronesi in gamba. Così come facciamo fuori, anche nelle scuole avverrebbe ovviamente nella massima riservatezza e a garanzia soprattutto dei minori».

LEGGI ANCHE: Allarme giovani, la psicologa Guadagnini:
«Socialità e sessualità a rischio, gli adulti educhino ai sentimenti»

La replica di Traguardi

Tommaso Ferrari traguardi
Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

«Nel programma dai toni marziali del sindaco Sboarina manca del tutto l’azione diretta per i giovani veronesi, sempre invisibili per le istituzioni se non quando ci sono perquisizioni da fare» dicono dal movimento civico Traguardi il consigliere comunale Tommaso Ferrari e la vicepresidente Beatrice Verzè.

«Il problema delle baby gang e della violenza minorile non è notizia di oggi, ma frutto di anni di assenza delle istituzioni, aggravato dalla crisi della pandemia. Con i ragazzi non si parla, non si costruiscono progetti nei quartieri dove vivono, non si aprono per loro spazi di aggregazione e occasioni di socialità, non si interagisce con le associazioni che quotidianamente li coinvolgono. E ancora una volta ci si esprime su un tema delicato e dimenticato come il disagio giovanile con toni e modalità tipici di chi, facendo la voce grossa, crede che le misure muscolari risolvano il problema».

Beatrice Verzè
Beatrice Verzè, consigliera in Quinta Circoscrizione e vicepresidente di Traguardi

«Nessuno pensa che un maggior controllo del territorio non serva. Il punto è che da solo è del tutto inutile, perché gli agenti potranno intervenire sul singolo episodio, se per caso si trovano in zona, ma non sulle sue cause profonde. E dopo qualche settimana di operazioni plateali, saremo di nuovo da capo» continuano da Traguardi.

«Crediamo serva partire da interventi di tipo sociale, pedagogico, in collaborazione con le scuole e le associazioni del territorio. Se pensiamo che con la violenza psicologica si possano aiutare e sensibilizzare ragazze e ragazzi in un momento già difficile, la politica e le istituzioni hanno fallito la loro missione».

LEGGI LE ULTIME NEWS

Ricevi il Daily! È gratis

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?
👉 È GRATUITO!
👉 CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM

radio adige tv