L’Azienda ospedaliera di Verona replica alle accuse: «Il piano di emergenza c’è»

Nuovo sistema informatico e piano di emergenza, il direttore dell’Aoui Bravi replica alle accuse: «Il Piano c’è e le prestazioni erogate. Mai nascosto le criticità».

Callisto Marco Bravi, direttore dell'Aziende ospedaliera universitaria integrata di Verona
Callisto Marco Bravi, direttore dell'Aziende ospedaliera universitaria integrata di Verona
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«Quando è entrato in funzione, lo scorso 24 giugno alle ore 14, il nuovo sistema informatico ospedaliero aveva fatto tutte le procedure necessaria ad un “go live” di grande portata, necessaria all’Azienda ospedaliera universitaria di Verona che ha migrato 36 milioni di documenti al sistema centralizzato regionale fino ad allora gestiti da 7 diversi software». Questo specifica l’Aoui rispondendo alle accuse sollevate dai consiglieri regionali Bigon e Zanoni.

«In tutte le procedure attivate dal Raggruppamento d’impresa, da Azienda Zero e da Aoui – rivendica ancora con una nota l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona – c’è naturalmente anche il Piano di emergenza per la continuità assistenziale. Una serie minuziosa di istruzioni elaborata dalla Direzione medica ospedaliera per ognuna delle aree ospedaliere (emergenza-urgenza, ricoveri ordinari, ambulatori, diagnostica, sale operatorie, esami laboratorio, richiesta sangue ed emocomponenti al Trasfusionale)».

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Le accuse

Il tema era stato sollevato dai consiglieri regionali del PD Veneto, Anna Maria Bigon e Andrea Zanoni che negli scorsi giorni hanno presentato un’interrogazione sulla vicenda.

«A distanza di diversi giorni dal passaggio tra vecchio e nuovo sistema informatico, continuano i disagi per l’utenza che si rivolge all’Aoui. Non solo si sta verificando ciò che lavoratori e sindacati avevano paventato. Soprattutto è evidente che nessuno ha pensato di predisporre un piano di emergenza per ovviare a disservizi e ritardi che ormai durano da due settimane. Non è più una questione di pochi giorni. Ci si chiede quindi se il nuovo software Track Care sia adeguato alle esigenze dell’azienda ospedaliera, visto che le segnalazioni circa le criticità vanno al di là delle prevedibili difficoltà conseguenti ad un cambiamento nelle modalità lavorative».

Bigon e Zanoni chiedono all’assessora regionale alla Sanità «per quale motivo persistano a tutt’oggi gravi criticità che impediscono agli utenti di ricevere dall’AOUI le prestazioni di cui necessitano, con tempi e modalità adeguati».

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Anna Maria Bigon Andrea Zanoni PD Partito Democratico
Anna Maria Bigon e Andrea Zanoni

La replica dell’Azienda ospedaliera

Oltre al Piano di emergenza, il nuovo sistema informatico prima di partire ha fatto 1.761 test e 3905 validazioni. Sempre nella fase preparatoria di pre-avvio (ottobre 2022-marzo 2023) sono state fatte 11.520 ore di riunioni con il personale coinvolto, a cui si devono aggiungere le ore di formazione.

«Contrariamente a quanto è stato detto – precisa il Dg Callisto Bravi -, non è vero che manca il Piano di emergenza, così come non è vero che gravi criticità impediscono di erogare prestazioni. La sicurezza e la salute delle persone continuano ad essere centrali e sono la vera responsabilità per ognuno di noi. Abbiamo sempre garantito tutte le prestazioni sanitarie con la qualità che caratterizza la nostra azienda che, ricordo, è fra le prime 10 in Italia».

«Ciò che in questo periodo è cambiato, ma che sta progressivamente migliorando, sono i tempi di attesa perché gli operatori stanno acquistando una pratica sempre maggiore. Concludo, ricordando che non giova a nessuno fare il tiro al bersaglio su un servizio pubblico di primaria importanza, soprattutto quando è evidente che l’intera struttura è impegnata a tutti i livelli H24 per il buon funzionamento. Non abbiamo mai nascosto le criticità, che comunque non sono bloccanti, e sono a disposizione per ogni segnalazione per trovare gli eventuali correttivi. Per me, il bene comune a cui devono tendere gli amministratori è questo».

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