Auto Blu Amia. Pd: “Meno benefit a dirigenti”

Tensioni tra Amia, controllata di Agsm, e il Pd veronese sulla questione delle auto di lusso aziendali in uso ai vertici e che costerebbero circa 4mila euro al mese di noleggio. Croce: “I risultati della recente semestrale, sono la migliore risposta alle banalizzazioni”.

“Il costo del noleggio a lungo termine è di 47.628,48 euro all’anno, in virtù di contratti risalenti a diversi anni orsono, stipulati dagli organi amministrativi allora in carica. Una parte di questo costo è inoltre a carico degli stessi dirigenti: nella realtà, dunque, risulta inferiore. Si tratta della soluzione economicamente e fiscalmente più conveniente”.

Queste le parole del presidente di Agsm Michele Croce alle accuse lanciate nei giorni scorsi dai consiglieri Pd Elisa La Paglia e Federico Benini, che, seguito della richiesta di visionare i contratti di noleggio di auto aziendali utilizzate dai vertici Amia, avevano portato alla luce 5 contratti per i quali l’azienda paga 3.969 euro al mese. Un costo, secondo i consiglieri del Pd, che andrebbe immediatamente tagliato.

“Si può essere d’accordo o meno con questa procedura”, si leggeva nella nota di Agsm. “Nella società capogruppo si è già rinunciato al suo utilizzo ma questa prassi non è necessariamente indice di cattiva o malsana gestione. I nostri numeri, e i risultati della recente semestrale, sono la migliore risposta alle banalizzazioni”.

Non la pensano così La Paglia e Benini che hanno prontamente replicato alla nota stampa di Agsm: “Stupisce che il presidente del gruppo Agsm non sia informato del fatto che quelli a noleggio non sono gli unici mezzi aziendali a disposizione non solo dei dirigenti ma anche dei quadri. Auto che sono già state comprate da Amia e che pertanto non figurano nella lista dei contratti di noleggio in essere. Se avesse il tempo e modo di approfondire la questione  sarebbe interessante sapere a quanto ammonta il contributo che i dirigenti  Amia pagano in busta paga per l’uso dell’auto”.

“Sarebbe interessante sapere come in Amia si giustifica il benefit dell’auto aziendale ad uso promiscuo a dipendenti che spesso svolgono la maggior parte del loro lavoro all’interno delle mura aziendali, per i quali la necessità di spostarsi dagli uffici di Amia a quelli della capogruppo Agsm potrebbe essere soddisfatta con una semplice bici elettrica. – continuano Benini e La Paglia – Non si preoccupi, comunque, Michele Croce, a queste domande cercheremo noi di dare risposta al più presto. Per ripartire Amia ha bisogno di investire di più nei mezzi da lavoro e meno nei benefit dei dirigenti”.