Autismo, Zoccante: «Notevoli progressi nella ricerca»

Abbiamo parato con Leonardo Zoccante, coordinatore del centro regionale di disturbi dello spettro autistico di Verona, riguardo l'approccio delle persone con autismo a questo anno difficile sotto ogni aspetto.

Il 14 e il 17 dicembre scorso è stato firmato il protocollo integrato “Welcome blue” tra il comune di Verona e i diversi enti territoriali con lo scopo di dare una felice fruibilità dei locali degli esercizi veronesi per le persone che vivono nello spettro autistico e le loro famiglie. Con il protocollo sono state organizzate due giornate formative, che si sono svolte proprio il 14 e il 17 dicembre. Per l’occasione la Gran Guardia si è illuminata di blu e lo rimarrà per tutte le festività natalizie insieme a Palazzo Barbieri. Abbiamo parato con Leonardo Zoccante, coordinatore del centro regionale di disturbi dello spettro autistico di Verona, riguardo questo tema e su come le persone con autismo hanno vissuto questo anno difficile sotto ogni aspetto.

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Zoccante ha partecipato alle due giornate formative in qualità di relatore, e in merito all’approccio da usare nell’avvicinarsi a una persona con disturbi dello spettro autistico e sul perché è ancora così complicato per queste persone venire accettati nella società, afferma: «Il disturbo dello spettro autistico comporta un’invalidità a livello sociale perché la persona con autismo fa molta fatica ad associare più aspetti organizzativi quando deve compiere una determinata attività. È come se la persona con autismo avesse un pensiero ipertrofico molto ristretto. Questo comporta che una persona con disturbi dello spettro autistico è finalizzata su una cosa senza però prevedere tutto il corollario, con una grossa difficoltà nell’ambito della comunicazione e della socializzazione».

Sul fatto che l’autismo sia una patologia ancora poco conosciuta in Italia il professore si esprime così: «Stiamo facendo notevoli progressi nell’ambito della ricerca. Organizzando l’attività, cioè dando alla persona con autismo quegli input che le fanno capire quali sono le sequenze da compire in modo da coordinare l’attività, conferiamo notevole beneficio alla persona stessa. Abbiamo inoltre una collaborazione stretta con l’Istituto Superiore di Sanità, con il quale stiamo portando avanti importanti ricerche sull’intercettazione precoce ovvero l’individuare i sintomi più tempestivamente possibile, nei primi due anni di vita, in modo che con la collaborazione della famiglia possiamo intervenire per favorire un intervento abilitativo immediato e proficuo».

Riguardo alle difficoltà vissute dalle persone con autismo durante l’emergenza sanitaria, Zoccante fa una precisazione: «Ci sono delle forme di disturbi dello spettro dell’autismo che con l’emergenza sanitaria hanno registrato importanti disagi: sono quelle forme in cui il paziente ha dei ritmi e ritualità che una volta modificate gli causano disagio. Vi sono poi quelle forme di autismo tendenti all’iperattività, e anch’esse hanno comportato problemi. Altri, invece, hanno tratto dei benefici indirettamente, nel senso che rimanevano protetti all’interno del loro edificio. Hanno però perso tutto ciò che era stato acquisito durante gli interventi riabilitativi».

Il centro

Il centro regionale di disturbi dello spettro autistico di Verona, ubicato all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, si occupa di diagnostica, cioè fare le diagnosi ai bambini che giungono in osservazione. La struttura tratta anche la diagnostica differenziale, ovvero lo studio degli altri disturbi che si collocano vicini allo spettro autistico. Inoltre si occupa di clinica, ovvero accertamenti clinici per andare a cogliere quali possono essere le cause che sottintendono i disturbi dello spettro autistico e infine si occupa di ricerca scientifica.

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