Veronafiere: sì all’aumento di capitale, ma Cariverona detta condizioni

L'assemblea dei soci di Veronafiere Spa ha deliberato l'aumento di capitale da 30 milioni di euro. Fondazione Cariverona fissa però delle condizioni, mentre il sindaco Sboarina sottolinea: «Non accettiamo condizioni di nessun tipo».

Aumento di capitale di Veronafiere Spa - Fiera di Verona
Fiera di Verona. Foto Ennevi

Deliberato l’aumento di capitale di Veronafiere

L’assemblea dei soci di Veronafiere Spa, riunita oggi in seduta straordinaria, ha deliberato l’aumento di capitale pari a 30 milioni di euro a sostegno dello sviluppo del Piano d’azione per la ripartenza del Gruppo Veronafiere.

Maurizio Danese, presidente Veronafiere
Maurizio Danese, presidente Veronafiere. Foto Ennevi

«Il voto unanime dei soci – commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è la premessa fondamentale per iniziare un percorso che porti a una conclusione positiva questo lungo periodo di grave difficoltà per Veronafiere che, come tutto il sistema fieristico mondiale sta ancora pagando un duro prezzo a causa della pandemia di Covid-19. Un evento drammatico che da fine febbraio del 2020 a oggi continua a condizionare l’attività degli eventi in presenza, con particolare riguardo alle rassegne di carattere internazionale, vere e proprie leve di politica industriale per la bilancia commerciale e per l’export del sistema paese».

La prima fase dell’aumento di capitale riservata ai soci si concluderà il 30 giugno prossimo. Da quella data e fino al 30 settembre 2021 eventuali quote non sottoscritte saranno disponibili sul mercato.

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Cariverona fissa condizioni

Intervenendo nella discussione assembleare, il presidente di Cariverona Alessandro Mazzucco ha confermato la disponibilità a sottoscrivere l’aumento anche con un importo superiore a quello di pertinenza della partecipazione detenuta dalla Fondazione (secondo azionista dopo il Comune di Verona con il 24,08% del capitale sociale). «Tale sottoscrizione potrà tuttavia avvenire in un ambito di condizioni ragionevoli e raggiungibili», fanno sapere in una nota, che «Cariverona sollecita fin dal 2018 a Veronafiere e agli altri soci».

Tali condizioni sono:

  • l’ammodernamento dello statuto e quindi della governance societaria;
  • una gestione manageriale e una visione strategica adeguate alle sfide dell’attuale contesto;
  • un piano di ristrutturazione finanziaria coerente con il bilancio 2020 e con necessari accordi con le banche creditrici.
In primo piano il direttore di Fondazione Cariverona Giacomo Marino, alla sua destra il presidente Mazzucco.

Cariverona ha ribadito di considerare realizzabile il quadro di condizioni nel giro di qualche mese: in tempi compatibili con l’esecuzione dell’aumento di capitale.

Nell’intervento assembleare, la Fondazione «ha confermato di riconoscere l’estrema importanza della Fiera per la città di Verona e per l’intero tessuto socioeconomico del suo territorio. Lo sviluppo della Fiera nel futuro appare essenziale: la Fondazione è pronta a sostenere questo processo se la società e gli altri soci mostreranno una pari attenzione a rispettivi ruoli e alle peculiarità del momento».

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Sboarina: «Non accettiamo condizioni»

Federico Sboarina, sindaco di Verona
Federico Sboarina, sindaco di Verona

Il commento del sindaco di Verona Federico Sboarina al termine dell’assemblea: «La città non può fare a meno della sua fiera e dal 1898 mai come oggi è il momento di finirla con le chiacchere e di dimostrarlo con i fatti. Spetta adesso ai soci mettere benzina nel motore di Veronafiere perché le famiglie e il tessuto economico cittadino possano continuare a crescere insieme a una delle eccellenze scaligere. Il radicamento territoriale infatti è un valore non barattabile».

«Con le sue manifestazioni storiche, da presidiare e valorizzare ancora di più, la fiera ha permesso alla nostra città di elevarsi a livello internazionale, oltre a generare in città un indotto annuo di 800 milioni di euro portando un milione e mezzo di visitatori».

«L’aumento di capitale deciso oggi serve al rafforzamento e al miglioramento della società, nel farlo non accettiamo condizioni di nessun tipo» evidenzia Sboarina. «L’interesse dei soci è di avere un’azienda sempre più performante che sta ai livelli alti del mercato mondiale, ma ben salda sul territorio. Per il bene della nostra città nessuno dovrebbe essere in disaccordo e spero che non ci siano posizioni che non corrispondono al bene della nostra comunità».

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I commenti dei vertici di Veronafiere

«L’aumento di capitale – aggiunge il presidente Danese – consentirà di attuare il Piano di azione per la ripartenza che prevede un 2021 di transizione per uscire dall’emergenza Covid, agganciare la ripresa nel 2022 e tornare entro il biennio 2023-2024 ai livelli pre-crisi, generando fatturato, redditività e indotto che la Fiera di Verona ha assicurato a soci, stakeholder e territorio fino al 2019. In questo scenario, i Soci hanno altresì assicurato il loro sostegno per lo sviluppo internazionale della società, anche attraverso alleanze e collaborazioni».  

Giovanni Mantovani, direttore generale Veronafiere Spa
Giovanni Mantovani, direttore generale Veronafiere Spa

«L’impegno di tutto il management è rivolto alla programmazione e realizzazione della ripartenza degli eventi fieristici – sottolinea il direttore generale Giovanni Mantovani –. In questo delicato momento, la fiducia espressa dai Soci con l’approvazione dell’aumento di capitale rappresenta un elemento fondamentale per il rafforzamento della credibilità di Veronafiere e dei suoi brand sul mercato nazionale e internazionale, nonché nei confronti della struttura interna, la quale ha dimostrato insieme alle organizzazioni sindacali grande senso di responsabilità ed è stata la prima ad investire sul futuro dell’azienda».

Compagine societaria di Veronafiere Spa

Comune di Verona (39,483%), Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona (24,078%), Camera di Commercio di Verona (12,985%), Cattolica Assicurazioni (7,075%), Banco BPM Spa (7,009%), Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario (5,379%), Provincia di Verona (1,401%), Intesa Sanpaolo Spa (1,354%), Banca Veronese Cooperativo di Concamarise (0,883%), Immobiliare Magazzini Srl (0,188%) e Regione Veneto (0,161%).

vinitaly rinvio
Vinitaly 2018. Foto Ennevi

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