Bauman a Verona, per discutere di “pietre scartate”

Nomi prestigiosi per parlare di un tema importante: la fragilità umana e la disabilità. Al convegno “Le pietre scartate: vite inutili o pietre angolari?”, dal 29 al 31 gennaio a Verona e Isola della Scala, ci sarà anche il sociologo Zygmunt Bauman.

A Verona dal 29 al 31 gennaio si terrà il convegno “Le pietre scartate: vite inutili o pietre angolari?”, organizzato da Le Pietre Scartate Onlus. L’iniziativa sarà un momento di riflessione che, partendo da testimonianze tratte dalla vita quotidiana, metterà al centro temi come la previdenza sociale e la fragilità umana, in particolare la disabilità.

Grazie al contributo di studiosi, tra cui sociologi, docenti, psichiatri e ricercatori, anche di rilievo internazionale, si vuole dare un contributo per un nuovo pensiero culturale e antropologico e ridurre, così, le disuguaglianze sociali. La partecipazione al convegno è aperta a tutti, previa iscrizione sul sito www.lepietrescartate.it.

Il convegno inizierà venerdì 29 gennaio, alle ore 14.30, presso l’aula magna dell’Università di Verona, con la visione integrale di “Ausmerzen, vite indegne di essere vissute” dell’attore italiano Marco Paolini, che, narrando con lucida crudezza la vicenda storica dell’eliminazione di migliaia di bambini, uomini e donne con disabilità, perché considerate vite inutili ed un peso dalla Germania nazista, ci riporta al tema tuttora attuale dell’eugenetica.

Alle ore 17.30, il professor Zygmunt Bauman, sociologo polacco, una delle voci intellettuali più eminenti a livello mondiale, spiegherà come la società post moderna abbia dato i cromosomi all’Olocausto, non liquidabile come una questione riguardante la società tedesca del passato. Questi elementi sono tuttora paurosamente presenti dove l’umanità segna il passo alla burocrazia, il costo al valore, l’individualismo alla comunità.

Sabato 30 gennaio, alle ore 9.00, al PalaRisoG. Zanotto”di Isola della Scala, Nuccio Ordine, professore di letteratura e autore del libro “L’utilità dell’inutile“, risponderà  alle domande: a cosa servono la poesia e i poeti, che valore ha la letteratura, ha senso la ricerca gratuita della conoscenza, a cosa serve la presenza di ciascuna vita?

Alle ore 10.15, l’economista Stefano Zamagni animerà una tavola rotonda condotta da Lucia Fronza Crepaz, con la ricercatrice Maria Bezze (Fondazione Zancan) e Stefano Vidali (Comunità Papa Giovanni XXIII), incentrata sull’interrogativo: se è vero che una pietra scartata, se amata, si trasforma in riferimento, se le persone più fragili spesso sono motori immobili che creano relazioni, allora perché l’economia non investe su queste persone? Come coniugare investimento e costo, diritti e sostenibilità?

Alle ore 15.10, Jean Vanier, fondatore della Comunità dell’Arca, sarà presente in una video-intervista sulla ricerca di relazione profonda con chi è piccolo, fragile, vulnerabile, attraverso la tenerezza e la fiducia nella bellezza che abita ciascuna vita che, quando amata, risponde dell’amore generando il dono della pace e della speranza. Alle ore 16.00, lo scienziato, accademico di Francia e mistico, Xavier Le Pichon, spiegherà come la fragilità sia essenziale alla natura per la continuità della vita mentre la biblista. Alle ore 17.15, la teologa Rosanna Virgili interverrà sulla possibilità di cominciare a parlare di una teologia della fragilità.

Domenica 31 gennaio, al PalaRiso di Isola della Scala, dalle ore 9.45 alle 12.30, lo psichiatra Eugenio Borgna parlerà del suo rapporto con la vulnerabilità e Paolo Ramonda (associazione Papa Giovanni XXIII) di diverse esperienze di come le persone, se accolte, trasformino la propria vita e quella di chi le accoglie. Porteranno la loro testimonianza, inoltre, il filosofo Stefano Toschi e la scrittrice Chiara M.