Wcf, D’Arienzo: “Ha vinto l’amore di 50 mila persone per una società che accoglie”

«Ieri a Verona l’amore ha vinto sull’odio. Quei 50.000 di ieri hanno richiamato tutti ad agire concretamente affinché non prevalgano gli imbonitori del nulla e si affermi una società che accoglie, senza escludere nessuno». È la sintesi della nota del senatore Pd Vincenzo D’Arienzo, a poche ore dalla conclusione del Congresso mondiale delle Famiglie.

«Da una parte un raggruppamento di odiatori di professione e omofobi culturali. Dall’altra  – prosegue la nota del senatore – una marea di persone che chiedono diritti ed un paese giusto con tutti. Questo è stato quel convegno in cui soggetti controversi hanno espresso il peggio della cultura sull’omologazione dei comportamenti umani a principi e valori che intendono imporre a tutti. Si è sentito di tutto. Convinzioni teologiche che non si trovano nella Bibbia, convincimenti medici che non trovano riscontro nella scienza, panzane culturali smentite da sociologi e scienziati, teorie astruse puntualmente cancellate dagli intellettuali. Insomma, una fucina di sciocchezze che, secondo gli intenti dell’organizzatore, una persona nota per la sua vicinanza a formazioni politiche di estrema destra, avrebbe dovuto essere la luce per molti politici» ha riassunto D’Arienzo.

«In Gran Guardia si è svolto un convegno in cui la famiglia era lo strumento, non l’obiettivo – scrive D’Arienzo- La famiglia, nucleo fondamentale della società deve essere centrale nell’agenda politica, e culturale, ma se continuano solo a dirlo, senza agire concretamente, allora è solo un paravento. Quell’incontro – l’evento dell’anno 400!, secondo Crozza – al quale hanno partecipato anche alcuni ministri della Lega, è stato ridotto a quello che è sempre stato: un momento finalizzato a costruire un’identità politica della destra sovranista. In mezzo Verona, che sulla scena mondiale ha fatto un figurone per come ha saputo affrontare gli eventi, senza alcun incidente. Complimenti alle Forze di Polizia ed al nuovo Prefetto» ha commentato ancora il senatore veronese.

«In ogni caso, quel raggruppamento di omofobi e le loro panzane non sono stati sconfitti solo dalle teorie contrapposte, bensì da tanti italiani e tantissime donne che hanno manifestato per le strade di Verona il proprio favore ad un’Italia più giusta, che tuteli i diritti conquistati in tante battaglie e che ne riconosca di nuovi. Sui diritti, vecchi e nuovi, serve maggiore impegno. L’essiccamento della cultura dei diritti individuali e delle libertà personali, l’avversione verso il riconoscimento di nuove opportunità, contrastate alimentando le paura e la diffusione del sospetto  contro ogni forma di diversità, stanno minando i legami tra le persone, prosciugando le solidarietà, svilendo le generosità».