Verona, nuove minacce dai neofascisti a Paolo Berizzi per il libro NazItalia

Intimidazioni e minacce da parte di gruppi neofascisti contro il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, costretto a vivere sotto scorta, con l'obiettivo di impedire la presentazione a Verona del libro NazItalia il prossimo 26 giugno.

Intimidazioni e minacce da parte di gruppi neofascisti contro il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, costretto a vivere sotto scorta, con l’obiettivo di impedire la presentazione a Verona del libro NazItalia il prossimo 26 giugno.

«Dopo le minacce di Forza Nuova e degli ultrà dell’Hellas, anche le istituzioni vogliono bloccare presentazione di #NazItalia. Il consigliere Bacciga (lista del sindaco Sboarina) lancia una petizione per fermare la serata del 26 giugno in sala Lucchi. Verona è ostaggio dei fascisti?» è il post su Twitter dell’autore del libro.

Il consigliere Andrea Bacciga si è scagliato contro la presentazione del libro – un viaggio in un Paese che si è riscoperto fascista – lanciando una petizione sulla piattaforma change.org per chiedere di spostare l’evento in una zona lontana dallo stadio.

«Il silenzio del sindaco è assordante» ha replicato il consigliere di area dem Federico Benini. «Il consigliere comunale Bacciga, eletto nella lista “Battiti” del sindaco Sboarina, ha lanciato una petizione per non fare la presentazione del libro NazItalia del giornalista sotto scorta Paolo Berizzi, allo Stadio. È per caso un quartiere di appannaggio del l’estrema destra? Non me ne ero accorto in quanto residente. Si vuole limitare l’esercizio della libertà di parola in città. È possibile che il sindaco non ne sappia nulla? Perché Sboarina tace?”,

Benini ha poi incalzato il primo cittadino: «Caro Sindaco, se non sei in grado di mantenere un minimo di democrazia nella tua città che i consiglieri della tua maggioranza vogliono osteggiare, fai una cosa per il bene delle istituzioni e della storia di Verona: dimettiti».

Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti Veneto hanno preso posizione: «Siamo così arrivati al paradosso che chi è messo al bando dalla Costituzione e dalla legalità repubblicana osa porre veti a chi difende e onora l’ordinamento democratico».

Le due associazioni hanno poi espresso solidarietà a Paolo Berizzi, e chiesto «alle istituzioni e alle autorità di garanzia e sorveglianza di individuare gli autori di tali minacce e di impedire che possa essere disturbata una iniziativa che affonda le sue radici nell’articolo 21 della Costituzione».

«È giusto – ha detto l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi – che Berizzi e i suoi ospiti possano esprimere le loro idee senza preoccupazioni, poi nell’eventualità che qualcuno diffami la città si può sempre querelare e agire a livello mediatico. Io per difendere la città da Sindaco ho combattuto battaglie mediatiche e preso e dato querele senza paura o timori».

Sul silenzio del sindaco Federico Sboarina interviene il commento ddel movimento civico Verona Civica – Traguardi: «A Verona succede che un giornalista presenta un libro. Un libro. Subisce minacce, pesanti, per aver scritto e per sostenere una tesi. In una città normale davanti a questi fatti, il sindaco prende le parti del giornalista. A Verona invece il sindaco sta zitto, quasi a strizzare l’occhio all’altra parte e il vicepresidente della commissione cultura lancia una raccolta firme per fermare l’evento. La libertà di espressione va tutelata sempre, è una conquista della democrazia, nel 2019 dovrebbe essere scontato. Anche a Verona» recita la nota stampa a firma del consigliere Tommaso Ferrari. 

Anche Francesca Businarolo, deputata M5s, ha espresso solidarietà al cronista: «È odioso il tentativo di ostacolare la presentazione alla sala di “NazItalia”. Mi auguro che non si voglia dare seguito alle pressioni che arrivano da certi ambienti della maggioranza in consiglio comunale: sala Lucchi è uno spazio civico che, come molti altri, è sempre stato aperto al confronto di diverse idee.»

«È triste – prosegue la nota – questo tentativo di appropriazione identitaria solo per il fatto di trovarsi nelle vicinanze dello stadio, come se lo sport e il tifo fossero appannaggio solo di certi gruppi politici, peraltro estremisti. Voglio dare a Berizzi il benvenuto a Verona, città ben più ospitale do alcuni suoi rappresentanti».