Vaccini, Zaia conferma impugnativa legge

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Via libera del Senato al decreto Lorenzin, tuttavia modificato. 10 vaccini, e non 12, obbligatori, sanzioni più blande e nessuna minaccia alla patria potestà. Luca Zaia rimane contrario.

Dieci e non dodici vaccini obbligatori per iscrivere i bambini a scuola, sanzioni più basse e nessuna minaccia alla patria potestà per chi non rispetta la norma.

Il Senato ha dato il via libera al decreto Lorenzin, di fatto depotenziandolo,  con una lunga serie di modifiche che adesso dovranno passare all’esame della Camera. Il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 6 agosto.

In realtà il decreto Lorenzin esce fortemente indebolito. Prevedeva 12 vaccini obbligatori, ora ridotte a 10, ma soprattutto  sono state ridotte le sanzioni: l’importo sarà al minimo 100 e al massimo 500 euro. In origine la multa prevista andava dai 500 ai 7.500 euro. E’ stata anche cancellata la previsione che stabiliva la perdita della patria potestà.

Ciononostante  il governatore del Veneto Luca Zaia conferma la contrarietà all’obbligo vaccinale e l’impugnatura della legge, perché c’è già una legge veneta del 2007 che indica come soglia minima di sicurezza l’85% della copertura vaccinale, 5 punti percentuali in più delle soglie regionali previste dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2020, e rispetto ai nati nel 2014 in Veneto la copertura reale è addirittura superiore.

“Tutti dati certificati e informatizzati – dice Zaia – cosa che nessun’altra Regione può vantare”. Zaia ricorda poi che “con una recente delibera abbiamo previsto l’esclusione di un bimbo non vaccinato in quelle strutture nelle quali la copertura minima di sicurezza non sia raggiunta, tutelando così come e meglio dell’obbligo l’interessa collettivo alla salute.

 

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