Uscire di casa a 18 anni, perché no?

Sei appartamenti destinati a giovani tra i 18 e i 29 anni: la cooperativa Energie Sociali promuove un progetto di co-housing rivolto a ragazzi e ragazze con storie diverse ma obiettivi comuni.

di Luca Spaziani

Giovani con un passato diverso chiamati a crescere insieme sotto lo stesso tetto, perché non conta ciò che si è stati ma ciò che si potrà essere domani: è questo l’obiettivo di “Giovani Abitanti in Rete”, il progetto di co-housing giovanile promosso dalla cooperativa Energie Sociali con il contributo di Fondazione CariVerona.

Sei alloggi, situati nei quartieri Veronetta, Santa Lucia e Borgo Roma, saranno affittati, al costo di 150 euro al mese, a giovani compresi tra i 18 e i 29 ani. In ciascun appartamento convivranno tre ragazzi: un “care leaver”, proveniente cioè da una delle comunità per minori gestite dalla cooperativa, un giovane che al momento non studia e non lavora e, infine, un giovane precario, con una situazione lavorativa instabile.

Insieme dovranno imparare a gestire una casa, ma anche a condividere spazi, attività e risorse, aiutandosi a vicenda a raggiungere quell’autonomia che, specie per alcuni di loro, rappresenta un traguardo fondamentale.

Fatti buttare fuori di casa!” è lo slogan del bando. Un’esortazione quanto mai attuale in un Paese nel quale, come certificato dall’Istat non più tardi di due mesi fa, un trentenne su tre risiede ancora a casa con i genitori.

Quello proposto da Energie Sociali è un approccio innovativo, frutto dell’esperienza di una realtà che opera da anni nel settore dell’housing sociale, come racconta la presidente della cooperativa Chiara Castellani: «Questo progetto è l’evoluzione di un’attività che svolgiamo da qualche anno e che finora era rivolta ai soli ragazzi delle nostre comunità per minori, che dopo aver compiuto 18 anni non beneficiano più dei servizi di tutela. Noi non li abbandoniamo e restiamo al loro fianco per condurli verso un’autonomia professionale e abitativa. Ultimamente ci siamo chiesti se non fosse il caso di proporre a questi ragazzi una convivenza con dei loro coetanei cresciuti in famiglia, affinché non si sentano diversi né tanto meno emarginati. Da qui è nato questo progetto che mette insieme giovani con esperienze diverse ma esigenze e obiettivi molto simili».

Un percorso non facile, soprattutto all’inizio, nel quale però i giovani coinquilini non saranno lasciati soli: «I ragazzi – spiega Castellani – saranno seguiti da un coach che li supporterà per gli aspetti pratici legati all’abitazione e alla convivenza. Non sarà un accompagnamento educativo ma una supervisione. Supporteremo i ragazzi nella ricerca di un lavoro in modo che, al termine dei 18 mesi previsti dal progetto, siano in grado di pagarsi da soli un affitto. Inoltre, vorremmo che i sei gruppi di ragazzi non fossero isolati ma che anzi facessero rete tra loro, di qui il titolo del progetto».

Ma cosa dovranno offrire i partecipanti in cambio di quest’opportunità? «Chiederemo loro un impegno di cinque ore settimanali in una realtà che sceglieremo insieme ad ognuno, in base alle proprie attitudini, perché il volontariato non è un qualcosa che si può imporre. È una restituzione che non fanno a noi – precisa Castellani – ma al territorio in cui vivono, come segno di partecipazione alla comunità».

I primi giovani sono già stati individuati e a fine giugno si è tenuto l’incontro di lancio del progetto, il bando per quest’anno è chiuso, ma ci si potrà candidare in qualsiasi momento per essere inseriti in lista d’attesa.

www.energiesociali.it

Chi sono i care leavers, in sintesi:

Sono ragazzi e ragazze neo maggiorenni che escono dai percorsi di tutela sociale presso comunità residenziali per minori, nelle quali hanno trascorso alcuni anni della loro vita dopo essere stati allontanati da famiglie problematiche e perciò inadeguate a prendersi cura di loro. Per la maggior parte di questi giovani il passaggio alla vita adulta oggi è particolarmente difficile poiché, terminata la fase di presa in carico da parte dei servizi sociali, si trovano da soli nel dover costruire la propria autonomia fuori dalla famiglia da cui erano stati allontanati e fuori dalla comunità che non li può più accogliere per raggiunta maggior età.

Due le soluzioni che la cooperativa Energie Sociali mette in campo:

  • Durante la permanenza nelle comunità: interventi preventivi per preparare i ragazzi/e a saper gestire una vita autonoma dal punto di vista lavorativo, affettivo e abitativo;
  • Appena compiuti i 18 anni: interventi di supporto all’inserimento nel mondo del lavoro e nella ricerca di soluzioni abitative.