Una cena che non è soltanto una cena

Un’atmosfera domestica, di quelle mai affettate e sempre sincere, accoglie all’ingresso della Casa della Giovane. 42 posti letto totali, una cucina, una sala dei giochi e qualche bimbo seduto in mezzo al corridoio intento a leggere. L’associazione Protezione della Giovane di Verona ospita oggi 25 donne e 11 minori, tutti con passati e presenti di fragilità.

Un supporto psicologico per le ospiti della casa attraverso un ascolto qualificato: i proventi della cena di mercoledì organizzata da Coldiretti serviranno a questo. Fobie, insicurezze e paure generate da anni di violenze fisiche e mentali, nei casi più difficili: il sostegno delle volontarie non sempre è sufficiente.

L’associazione Protezione della giovane offre un servizio di accoglienza, di ascolto e un appoggio materiale e morale a donne, anche con minori, in disagio abitativo, in condizione di povertà estrema o che hanno subito violenza domestica. Oltre ad un’oasi di comprensione, queste donne troveranno dunque anche l’ascolto di esperti, grazie alla generosità di chi parteciperà alla cena con prodotti km zero di mercoledì, alle ore 20, all’Agriturismo Corte San Felice. Per il secondo anno, la Coldiretti scaligera con il proprio movimento Donne Impresa devolverà i proventi della serata per la realtà veronese. Si parte da un’offerta minima di 20 euro e si spera di replicare i circa 2500 euro dell’anno scorso al Museo Nicolis.

Le portate saranno varie e tutte curate dagli agrichef con piatti a base di prodotti locali come zucca, broccolo fioraro, radicchio rosso di Verona, formaggi. Un gesto di solidarietà femminile che parte da un comparto sempre più contrassegnato dal rosa.

 

LA CASA DELLA GIOVANE, IN BREVE: 

La struttura dell’associazione di volontariato Protezione della Giovane di Verona ha 42 posti letto per situazioni di emergenza. Il 30% dei posti letto sono destinati per casi di violenze e il 70%per situazioni di non autonomia. Le donne che arrivano nella struttura sono segnalate dai Servizi Sociali. In questo momento ci sono 25 donne comprese le mamme di 11 bambini minori da uno a 13 anni. Nel 2018 l’associazione ha accolto 115 donne, – 14% rispetto al 2017: se da un lato si riscontra un calo di presenze dall’altro si evidenzia che si è trattato di casi molto problematici che hanno richiesto grande impegno per l’assistenza e l’accompagnamento psicologico. Mentre sono state accolte 15 persone in più (12,6%) rispetto al 2016. La durata di ogni singola permanenza è molto variabile in base alle esigenze, le risorse e la progettualità sia della persona che dei servizi competenti. Le donne sole e i nuclei accolti presentavano come problematica: emergenza abitativa, violenza domestica, lavoro a basso reddito (lavoratrici con reddito ≤ soglia di povertà relativa), emergenza freddo (servizio rivolto a persone senza dimora nelle mensilità di dicembre, gennaio, febbraio, marzo), neo-maggiorenni (ragazze provenienti da case di accoglienza per minori, che richiedono ancora un periodo di supporto e accompagnamento per raggiungere la loro completa autonomia ed emancipazione). Nel 2018 non sono invece state accolte richiedenti asilo. 18 le donne italiane accolte e 19 di altra nazionalità con un’età media di 35 anni per le situazioni di violenza domestica ed emergenza abitativa e sopra i 40 anni per basso reddito ed emergenza freddo.