Tre milioni di euro dalla Regione per ripristinare il kiwi colpito dalla moria

Dal 2012 la produzione di kiwi della nostra regione è messa a repentaglio da una moria che ne decima le piante: per sostenere i produttori di kiwi in difficoltà e per consentire il rapido ripristino del potenziale produttivo la Regione del Veneto ha stanziato un fondo di 3 milioni di euro.

3 milioni di euro stanziati dalla Regione Veneto per sostenere i produttori di kiwi che negli ultimi mesi hanno visto le proprie produzioni colpite dalla moria di questo frutto: si tratta di un contributo a fondo perduto del 50% rivolto a coloro per cui il danno ha interessato una quota superiore al 30% della Produzione vendibile dell’intera azienda agricola. Confcooperative si dice soddisfatta dell’accordo, che consentirà il rapido ripristino del potenziale produttivo.

Terza regione a livello nazionale dopo Lazio ed Emilia Romagna per coltivazione di actinidia, il Veneto conta ben 3.500 ettari coltivati a kiwi: l’80% di questi si trova in provincia di Verona, che da sola rappresenta oltre il 10% della produzione nazionale (Dati ISTAT).

Produzione virtuosa, messa però a repentaglio dalla cosiddetta “moria” che dal 2012 sta decimando le piante di kiwi. Un fenomeno che, come spiega Fausto Bertaiola, Presidente della Confcooperative di Verona, cui fanno capo tutte le principali cooperative ed OP che commerciano questo prodotto: «Comporta un progressivo deperimento delle piante, che si conclude con il loro collasso. I sintomi della presenza di moria – prosegue – si osservano sulle foglie all’inizio dell’allegagione grazie alla presenza di disseccamenti che dal margine del lembo fogliare si muovono verso l’interno. Successivamente le foglie sono interessate da estese necrosi che portano, lentamente, alla loro caduta e al conseguente collasso della pianta. Si stima – conclude Bertaiola – che la moria abbia coinvolto circa 1000 ettari in provincia di Verona, successivamente agli eventi alluvionali avvenuti nel febbraio 2014».

Ancora non è chiaro quale sia la causa scatenante questo fenomeno, ma le ricerche condotte fino ad ora hanno reso possibile l’esclusione di alcuni fattori ritenuti inizialmente probabili, tra i quali la qualità delle acque utilizzate per l’irrigazione o la presenza di sostanze tossiche nel terreno.

Il bando PSR prevede la presentazione delle domande di aiuto per interventi di ripristino degli impianti frutticoli di actinidia danneggiati dagli eventi alluvionali nel periodo 30 gennaio – 10 febbraio 2014. La spesa ammissibile per azienda è fissata al minimo in 5.000,00 euro e al massimo in 300.000,00 euro mentre la spesa massima ammissibile per ettaro di superficie ripristinata è di 15.000,00 euro, con un aliquota di intervento del 50%.

La principale novità della misura consiste nel fatto che la produzione vendibile può essere calcolata applicando al piano colturale del fascicolo alla data della verifica del danno da parte di AVEPA (31 ottobre 2015) i valori di rese e prezzi definiti con il decreto di approvazione “dell’elenco rese e prezzi per la determinazione dei danni da eccezionali eventi atmosferici”, oppure in alternativa, potrà essere assunto la media dell’ultimo triennio del volume d’affari indicato al rigo VE50 delle Dichiarazioni annuali IVA.

Le Spese ammissibili riguarderanno il ripristino della colture arboree da frutto (abbattimento, estirpo e rimozione materiali) la lavorazione del terreno, l’apporto di sostanza organica, la sistemazioni idraulico agrarie, l’acquisto delle piante e   la messa a dimora degli astoni.