Trasfusioni infette, il Veneto anticipa 15 milioni alle vittime

15 milioni di euro ai cittadini che hanno contratto danni “gravi e irreversibili” a seguito di trasfusioni. È il sunto del decreto firmato dal direttore regionale della sanità veneta Domenico Mantoan con cui l’Azienda Zero ha ricevuto dalla Regione Veneto il mandato di anticipare la liquidazione dell’indennizzo.

Ad essere interessate sono 1330 pazienti in Veneto che hanno contratto infezioni da Hiv o epatiti a seguito di trasfusioni di sacche di ‘sangue infetto’ o di emoderivati contaminati. La legge 260 del 1992 e la giurisprudenza nel merito confermano in questi casi il diritto a ricevere un assegno permanente dallo Stato a parziale risarcimento delle menomazioni conseguenti alle trasfusioni effettuate con partite di emoderivati non controllati.

È una storia datata e dolorosissima che risale ancora agli ultimi decenni del secolo scorso – precisa il presidente della regione Veneto, Luca Zaia – Ma in questa vicenda la Regione Veneto ha voluto essere sempre dalla parte dei cittadini, prima sollecitando con ogni mezzo l’erogazione di indennizzi statali, e poi decidendo di anticipare con soldi del proprio bilancio le somme dovute dallo Stato alle vittime”.

Il governatore ha rimarcato il ruolo della Regione nel raggiungimento di un accordo nazionale tra Stato e Regioni che risparmiasse alle vittime “il conto amaro di un errore della sanità e dei ritardi del Ministero della Salute”. “Una lunga battaglia di solidarietà e di responsabilità – prosegue Zaia – intrapresa per alleviare, anche se in maniera parziale, i danni incommensurabili patiti da queste persone”.

Lo stanziamento deliberato è relativo agli indennizzi dovuti per il 2019. Lo scorso anno la Regione Veneto ha anticipato, sempre con i fondi della gestione accentrata del fondo sanitario regionale, 13.573.017 euro, per il pagamento di vitalizi ed arretrati a 1340 emotrasfusi. Nel 2017 la Regione Veneto ha anticipato 13.414.540 euro a 1363 emotrasfusi per il pagamento delle indennità previste dalla legge nazionale. A giugno 2016 furono pagati altri 14 milioni di euro a titolo di anticipo.