Tosi con Berlusconi, la Lega attacca

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L’ex Cavaliere apre a Flavio Tosi: “E’ di centrodestra ed è radicato in Veneto”. Il Carroccio non ci sta. Tosi conferma.

Un duello infinito. Tosi e la Lega tornano a pungersi. Tempesta scatenata ad arte da Silvio Berlusconi, maestro –  se è il caso – del divide et impera, che sabato a Il Gazzettino ha aperto la strada a un centrodestra allargato all’ex sindaco di Verona: “Credo che Tosi si consideri culturalmente di centrodestra, lui anzi dice di destra. Ne prendo atto e se ci saranno le condizioni collaboreremo utilmente. Tosi non è mai stato organico al centrosinistra e rappresenta una realtà radicata in Veneto. Serve un centrodestra moderato nei toni e rivoluzionario nei contenuti. I contenuti e la sensibilità che la Lega rappresenta non bastano”.

La reazione del Carroccio non si è fatta attendere, prima quella più colorita del segretario del Veneto Gianantonio Da Re (“un colpo di calura estiva di Berlusconi” l’ha definito sarcasticamente Da Re), poi quella più politica su Il Gazzettino di oggi del numero due del partito, Lorenzo Fontana, che spiega che con un accordo simile perderebbe credibilità tutta la coalizione. “Così verremmo puniti dagli elettori, perché avere persone abbracciate fino a poco tempo fa a Renzi creerebbe confusione. Non si vince più al centro, si vince con un  programma chiaro, identitario”.

E il diretto interessato? Tosi è intervenuto oggi pomeriggio con una nota: “I vari capataz leghisti locali continuano a parlare di sostegno da parte nostra a Renzi e alla sinistra. Un conto è la riforma costituzionale. Sfidiamo invece Salvini, Da Re, ecc. a trovare un’occasione nella quale i nostri parlamentari hanno dato una mano al governo Renzi. Per non parlare della ingratitudine di tanti ex colleghi di partito, visti i benefici personali che hanno ricevuto dal sottoscritto… La politica però è fatta per guardare avanti e non indietro. Lo sta facendo Berlusconi intelligentemente, anche se qualcuno come Salvini, anziché vincerle le elezioni preferirebbe perderle come Grillo: per loro è più conveniente restare all’opposizione, anche perché non sono capaci di governare”.

Ma dietro le schermaglie mediatiche tra Berlusconi e la Lega su alleanze, programmi e legge elettorale si cela la guerra intestina e neanche troppo sotterranea tra Salvini e Berlusconi sulla leadership del centrodestra. Salvini vorrebbe una legge elettorale maggioritaria che sigillasse l’alleanza a trazione leghista e primarie di coalizione dove sfruttare il suo consenso personale per  correre come candidato premier.

Berlusconi preferisce il sistema proporzionale che favorirebbe la sua politica dei due forni: un occhio a Salvini e un altro ai moderati come cavallo di troia per un possibile accordo con Renzi post voto.