“Terry”: la mia storia di resilienza

È una maestra di quest’arte quotidiana Maria Teresa Ferrari, giornalista e fondatrice dell’associazione “La Cura sono Io”. Domenica la sua originale lotta contro il cancro è stata premiata al«Tempo delle Donne» del Corriere della Sera. Ora che si apre un settembre denso di presentazioni e incontri, è arrivato anche il patrocinio del Comune di Verona e il sostegno di Fondazione Cattolica.

Resilienza è un termine ormai noto che  si appiccica un po’ dappertutto. In psicologia è la capacità personale di resistere ai colpi della vita, cambiamento dopo cambiamento. È una maestra di quest’arte quotidiana Maria Teresa Ferrari, giornalista e fondatrice dell’associazione “La Cura sono Io” che stasera darà il via ad un settembre di presentazioni. Lei 52 anni, dopo la diagnosi di tumore allo stadio avanzato, ha scardinato e ricomposto la sua vita. Ha inventato una linea di cappelli lucenti per disarmare gli occhi della malattia. “Copripensieri” li ha chiamati quei baschi e quelle fasce nate per « avvolgere pensieri negativi» e ritrovare la propria femminilità ferita.

E proprio con un basco rosso la si è vista domenica commossa sul palco del “Tempo delle Donne”, il festival promosso dal Corriere della Sera alla Triennale di Milano, mentre stringeva in mano il premio Vittoria dedicato alle donne che si sono reinventate dopo i 50 anni. «Ha saputo trasformare la sua vita non solo per se stessa ma anche per il sociale»: questa la motivazione che ha accompagnato la consegna del riconoscimento. Sul palco assieme a lei anche Maria Grazie Cucinotta, premiata per il suo impegno nel volontariato, che ha indossato una delle fasce del cuore di “Terry”.

 

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