S’ì fossi foco, arderei Verona, ovvero le proposte dei candidati sindaco

Proposte, temi, idee. I nove candidati sindaco alla prova della concretezza.

 

Patrizia Bisinella – Fare!

Iniziamo con la sicurezza, cosa farà per prevenire e non solo intervenire?
Verona è una città più forte di prima dopo dieci anni di amministrazioni Tosi. Tra le più sicure e pulite d’Italia, ma vogliamo fare di più. Implementeremo delle tecnologie con nuove telecamere a lettura targhe, collegate al Ministero dell’Interno previo protocollo con la Prefettura. Ci impegneremo poi sempre per contrastare l’evasione fiscale, verso quei soggetti che hanno evaso imposte statali e quelle comunali, quali ad esempio l’imposta di soggiorno e nel settore della conduzione di attività extralberghiere.

Turismo a Verona bene, ma non benissimo. Come si migliora il dato della permanenza?
Negli ultimi dieci anni i flussi turistici sono incrementati del 70 per cento, ma non vogliamo riposare sugli allori. Prioritario per una città a forte vocazione turistica è un’efficiente gestione del Servizio di Informazione e Accoglienza Turistica (IAT). Consolideremo la gestione dell’attuale ufficio IAT di via degli Alpini, adiacente piazza Bra, confermandone l’operato secondo gli standard qualitativi stabiliti dalla normativa regionale vigente e nella sempre più efficace capacità di rispondere alle esigenze dei diversi target turistici. Accanto alla positiva esperienza di questi anni della VERONA CARD, pensata però principalmente ad uso e consumo dei turisti, introdurremo la VERONESE CARD, una sorta di passaporto culturale, con validità annuale, per tutti i veronesi.

Sul capitolo della cultura resta aperta l’importante questione di Fondazione Arena..
La Fondazione Arena ha bisogno di un modello privatistico nella gestione, con un’ulteriore iniezione di managerialità e la fine di una sindacalizzazione eccessiva. L’apporto dei privati è auspicabile ed auspicato, ma non immagino una “cessione” tout cout: dobbiamo inoltre attendere la nuova legge di riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche, e valutare le potenzialità di una sinergia operativa con la Fenice di Venezia. Certamente, vorrò una cabina di regia con le forze economiche della città per stabilire assieme azioni concrete. Ricordo che abbiamo lavorato molto sul contenimento dei costi e che la Amministrazione – direttamente e attraverso la sua maggiore Controllata – non è mai venuta meno all’impegno nel momento della contrazione di altri contributi pubblici.

Molti accusano la seconda amministrazione tosiana di “immobilismo”, cosa farà per farli ricredere sulla squadra di Fare! ?
Intanto non concordo sull’immobilismo. Amministrare è una “foresta che cresce ogni giorno”. Fa più rumore l’albero che cade, ovviamente, ma nel frattempo il sistema prosegue nello sviluppo. Verona è stata così. La seconda amministrazione Tosi ha dovuto reggere alla più grave crisi economica mondiale dal 1929 ad oggi, e Verona ne è uscita con dati in positivo. A questo aggiungo il controllo del territorio e la lotta al degrado che sono sotto gli occhi di tutto. Il nostro programma, oltre ai nuovi progetti, completerà quello che congiuntura e burocrazia hanno rallentato. Su questo, nessun dubbio.

Alessandro Gennari – Movimento 5 Stelle

Iniziamo con la sicurezza, cosa farà per prevenire e non solo intervenire?
Vogliamo puntare su un controllo sociale diffuso, di prossimità anche attraverso piattaforme social per facilitare le segnalazioni dei cittadini. È importante introdurre nuovamente l’agente di quartiere e implementare la videosorveglianza diffusa sugli autobus e sui mezzi pubblici.

In tema di accoglienza di migranti qual è la sua posizione? Come si comporterà con la Prefettura?
Bisogna aprire un tavolo di dialogo con la Prefettura e con i Comuni della provincia perché siano chiare le regole del gioco. Le amministrazioni che ora dicono “no” allo Sprar devono contribuire alla gestione dei flussi, per evitare grandi assembramenti nei centri urbani. Bisogna creare, poi, un regolamento comunale che preveda l’inserimento volontario non retribuito dei richiedenti in lavori socialmente utili, in sinergia con gli assessorati di competenza.

Come affronterà il capitolo della cultura?
Ci impegneremo a riportare nella nostra città mostre, eventi e manifestazioni di respiro internazionale. Rafforzeremo il sistema museale e delle biblioteche e rilanceremo il settore della musica e del teatro, con particolare riferimento a Fondazione Arena. L’anfiteatro è un gioiello che, da solo, è in grado di incassare trenta milioni ed è perfettamente in grado di mantenersi autonomamente: svenderlo è un errore. La nostra proposta salvaguarda quello che è un patrimonio di tutta la città: un bando internazionale per la scelta del sovrintendente, mettendo a capo di quella che è una vera e propria filiera culturale chi è in grado di valorizzarla meglio, e non, come fatto finora, gli amici degli amici. Abbiamo oltre un secolo di competenza nel settore lirico, La città è perfettamente in grado di andare avanti e di rendere questa sua eccellenza ancora più grande.

Turismo a Verona bene, ma non benissimo. Come si migliora il dato della permanenza?
Le parole d’ordine sono accoglienza e destagionalizzazione. Bisogna lavorare sull’offerta: introducendo la figura dell’ambasciatore digitale, rendendo i trasporti più efficienti e migliorando il coordinamento nella promozione anche con le Dmo. Abbiamo un progetto per promuovere l’immagine di Verona nel mondo. Basterebbe prendere quelle opere che sono negli scantinati e nelle soffitte dei musei, e creare delle esposizioni temporanee nei principali scali aeroportuali del mondo.

 

Orietta Salemi – Centrosinistra

La sicurezza può essere un tema anche di sinistra?
Toglierei l’anche. La sicurezza è una priorità per l’agenda politica e amministrativa di qualsiasi sindaco. La sicurezza va costruita giorno dopo giorno. Servono progetti di contrasto del degrado urbano – a partire da una migliore illuminazione e dalla cura degli spazi – e interventi concreti di prevenzione e controllo, con un coordinamento sempre più stretto tra Polizia Municipale e le forze dell’ordine, un presidio costante quartiere per quartiere, anche con il vigile di quartiere, e l’applicazione, stringente e senza sconti, di tutti i nuovi poteri che sono in capo al sindaco.

Un capitolo parallelo è anche quello dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Come gestirà le richieste della Prefettura?
L’approccio non deve essere ideologico. Un’accoglienza dal profilo diffuso e capillare permette la distribuzione in piccoli numeri e quindi anche un controllo maggiore. I sovraffollamenti sono responsabilità, anche e soprattutto, di chi si rifiuta di dialogare con le Istituzioni.

Sboarina ha fatto della cultura il suo portabandiera. È credibile?
Non possiamo limitarci ad esaurire il tema, parlando solo dell’assessorato alla cultura vacante, come fa qualcuno. Cultura significa essere in grado di dialogare con il tessuto associazionistico. Proponiamo una fondazione autonoma per i musei civici di Verona. Abbiamo una realtà virtuosa, a cui però oggi una gestione poco ordinata del patrimonio culturale vero¬nese non permette di prendere il volo come potrebbe. Serve un nuovo modello che dia autonomia gestionale e di bilancio per valorizzare quanto fatto di positivo e incoraggiare nuove opportunità di sviluppo.

Turismo a Verona bene, ma non benissimo. Come si migliora il dato della permanenza?
Il turismo è il prodotto finale di due momenti: la promozione e l’accoglienza. Tale binomio necessita di basi solide per migliorare l’offerta sul piano qualitativo. Per quanto riguarda la promozione bisogna superare la frammentazione delle iniziative a livello comunale, provinciale e regionale. L’accoglienza dei visitatori non può essere gestita in maniera improvvisata. Deve essere chiaro il capitolo di bilancio dedicato agli incassi della tassa di soggiorno per finanziare tutto ciò che oggi non si fa o si fa solo in parte. Serve un cambio di passo, a partire da un piano strategico di promozione che metta a disposizione dei turisti tutti gli strumenti per orientarsi, vivere e fermarsi a Verona.

 

Federico Sboarina – Centrodestra

Turismo a Verona bene, ma non benissimo. Come si migliora il dato della permanenza?
Puntare sulla qualità non tanto sulla quantità. Verona non è per i turisti una meta di destinazione, ma solo di passaggio, appunto. Si fermano poco o non si fermano affatto. Ripartirei dalla cultura, colmando subito la lacuna dell’assessorato alla cultura. Una mancanza non più accettabile. Perché la cultura è un volano turistico ed economico che Verona non può scordare. Vorremmo, inoltre, destinare i proventi della tassa di soggiorno per gli investimenti necessari perché Verona diventi un polo di attrazione in competizione con le grandi capitali europee per qualità e varietà delle produzioni in un contesto architettonico unico. Quella di soggiorno deve essere una tassa di scopo, nel senso stringente del termine, che deve essere finalizzata al miglioramento della qualità dei servizi.

Tra i punti del suo programma, appunto, la cultura: un tema appannaggio della sinistra, di consueto.
La cultura ha valori grandissimi che porta con sé: il primo è che è la cifra, lo spessore di una comunità. Non è un caso che vengano bruciate in una dittatura sempre prima i libri. La cultura, per una città come la nostra, con l’Arena e con tutto il suo territorio, evidentemente è un valore economico turistico fondamentale. In un momento di crisi dobbiamo investire sulle perle che abbiamo, invece di dimenticarci di averle. Bisogna rilanciare offerte culturali e di spettacolo da fruire anche durante il periodo invernale valorizzando spazi dimenticati o ubicati in situazioni di degrado (per esempio, Porta Vescovo, i bastioni, le periferie), in una logica di partnership fra pubblico e privato.

Nel suo programma anche spazio alla sicurezza…
La percezione della sicurezza negli ultimi anni è venuta meno, non solo nel centro della città, ma anche e soprattutto all’interno dei quartieri. Non vorremmo più chiamarle periferie. Bisogna ridare loro vita, perché ridare vita ai quartieri significa migliorare la qualità della vita di chi vi abita .Sarà essenziale intervenire con rapidità ed energia in quartieri che ormai stanno sfuggendo anche al controllo delle forze dell’ordine. Tolleranza zero e legittima difesa in casa propria, intendendo per “legittima difesa” che ogni atto del cittadino diretto a respingere attentati all’incolumità personale ed a difendere le proprie cose più care custodite all’interno del perimetro della propria casa, deve godere della causa della giustificazione.

In tema di accoglienza di migranti la sua posizione è chiara. Un po’ meno come si comporterà con la Prefettura..
Va accolto nella nostra città solo quel 3 per cento che ha diritto di restarci, i rifugiati veri. Gli altri sono clandestini e vanno rimpatriati. L’ha ribadito anche una sentenza della Cassazione: i migranti devono conformarsi ai nostri valori, alle nostre leggi, alla nostra cultura. Chi non lo fa, deve andarsene. E se il 97 per cento dei richiedenti fosse davvero rimpatriato, il problema non ci sarebbe più.

 

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